Delitto di Gallina, ma in Calabria si continua a sparare, a ferire, ad uccidere, l'imprenditore Giovanni Vilasi 51 anni, coniugato con precedenti, ammazzato in pieno giorno, in una via del centro

16.02.2016 11:27

Reggio Calabria-Gallina 16 febbraio 2016- Un imprenditore, Giovanni Vilasi, di 51 anni, fonte Ansa, con precedenti di polizia, é stato ucciso in un agguato a Reggio Calabria, nella frazione "Gallina". Secondo una prima ricostruzione fornita dalla polizia, Vilasi é stato raggiunto da alcuni colpi di pistola mentre usciva da una pasticceria. A sparare é stata una persona che é fuggita a bordo di un'automobile condotta da un complice. La Squadra mobile, che conduce le indagini, sta sentendo alcune persone per accertare le dinamica dell'agguato e ricostruire gli ultimi istanti di vita dell'imprenditore.

REGGIO CALABRIA GALLINA, AMMAZZATO A COLPI DI PISTOLA, IN PIENO GIORNO UN ALTRO IMPRENDITORE DI 51 ANNI, GIOVANNI VILASI, SPOSATO, DA STABILIRE SE FOSSE O MENO IN ODORE DI MAFIA

 Domenico Salvatore

Reggio Calabria. La frazione collinare di Galline, sta diventando sempre più rovente. Omicidi, sparatorie, ferimenti, rapine e furti.

Lo hanno inchiodato sul sedile di guida della sua Audi, parcheggiata davanti ad una pasticceria, nei pressi della Facoltà di Agraria o ciò che resta, dopo il trasferimento. Tre o quattro pallottole calibro 38, 357 magnum o di una 44.

Così è morto l’imprenditore Giovanni Vilasi di 51 anni coniugato, alle spalle alcuni precedenti. Il killer incaricato di portare a termine la sua macabra  missione di morte, sangue, rovina e distruzione, armato di una pistola di grosso calibro, ha atteso che la vittima designata uscisse dal pubblico esercizio e che si sedesse al posto guida della sua autovettura lì parcheggiata.

A questo punto, il sicario, che indossava un casco integrale per celare la sua identità, si è avvicinato alla macchina e da pochi centimetri ha cominciato a sparare a bruciapelo. Colpi micidiali che hanno raggiunto la vittima in punti letali.

Centrato alla testa, il Vilasi è stramazzato sul sedile, in un lago di sangue. Prima che potesse indossare la cintura di sicurezza e sistemarsi lo specchietto retrovisore.

Con tutta calma, poi, ha preso posto sul sedile di uno scooter alla cui guida c’era il complice ed ha fatto perdere le sua tracce. Prima dell’arrivo della Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, CFS e Polizia Penitenziaria, che hanno organizzato una cintura militare intorno al vasto comprensorio, alla ricerca dell’esecutore materiale e del mezzo di solito bruciacchiato dopo essere stato cosparso di liquido infiammabile.

I militari sono intervenuti anche massicci per i posti di blocco volanti e per il controllo dei pregiudicati della zona, loro alibi-orario e guanto di paraffina. Sull’esito di questi controlli, non si hanno notizia al momento.

Questo la prima sommaria descrizione che ha bisogno di conferme o smentite. Sul posto dell’efferato crimine, avvertiti da una segnalazione anonima, sono giunti gli agenti della Squadra Mobile reggina, diretta dal dottor Francesco Rattà, collaborato dal vice Fabio Catalano.

Anche i sanitari del 118 che però non hanno potuto far niente. Gli operai della ditta del caro estinto per il trasferimento della salma all’Istituto di medicina Legale ed in sub-ordine all’obitorio degli Ospedali Riuniti, per l’autopsia che verrà eseguita nei prossimi giorni, a cura del perito settore nominato dal Tribunale.

Ed ovviamente il p.m. di turno che si muove sotto le direttive del procuratore capo della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho. Non ci sono testimoni. Figurarsi. In una zona ad alta densità mafiosa, regno dell’omertà che cuce le bocche a doppia mandata, per paura di vendette, ritorsioni e rappresaglie.

E’ già tanto, che qualcheduno abbia alzato la cornetta per segnalare a chi di dovere. Una settimana fa, sempre a Gallina, ignoti  pistoleros, avevano ferito il titolare di un supermarket. Gravissimo fatto di sangue, che segue alcuni omicidi, consumati nei mesi scorsi.

Dopo l’autopsia il corpo del Vilasi, verrà restituito alla famiglia per i funerali che si svolgeranno a Gallina, in forma pubblica. Salvo diversa decisione, motivata da esigenze di ordine pubblico e sicurezza, del questore Raffaele Grassi.

Si lavora al movente del delitto. Partendo dai rilievi e dai reperti sul posto, ma anche dagl’interrogatori di eventuali testimoni e perfino relata refero, di amici, parenti e conoscenti.

Sul luogo dell’orrendo crimine, si sono portati anche gli agenti del servizio scientifico della Polizia di Stato, Gabinetto Regionale, diretto dal dottor Diego Trotta.

Le indagini, per risolvere il busillis, sono orientate come da prassi a 360 gradi.

Svariando dalla sfera privata, ai motivi passionali, al rakett delle estorsioni,  sino agli eventuali collegamenti con il mondo della criminalità organizzata. La polizia, vuole sapere, se e che tipo di nesso, abbia potuto avere con la cosca dei Libri di Cannavò, egemone sul territorio anche di Gallina.

Le prime voci di corridoio, sibilano che la vittima possa aver avuto qualche ‘entratura’, negli ambienti mafiosi. Viste anche, le modalità del delitto, di chiaro stampo mafioso e la quantità del piombo impiegato dai giustizieri della ‘ndrangheta. La magistratura reggina, ancora non si sbilancia, circa la matrice dell’omicidio.

Con la moglie ed il figlio gestiva un noto agriturismo della zona collinare. Lo stesso Vilasi, era un impresario noto. Sebbene, non abbia mai vinto, nessun grosso appalto.

La ‘ndrangheta tuttavia, ha monopolizzato anche le piccole riparazioni domiciliari, affermano i pentiti e confermano le indagini giudiziarie.

Un controllo asfissiante del territorio, che mette in seria difficoltà, l’esercizio della libertà e della democrazia; ma anche del libero mercato. Gallina, era noto in epoca più remota,  per la ben famosa Pretura con annessa Casa Mandamentale.

Poi per i trionfi calcistici del Gallina, partecipante anche al Campionato di serie D. Infine per la Facoltà di Agraria, poi trasferita. I piccoli episodi di cronaca nera (scippi, furti anche in appartamento, rapine, spedizioni punitive ed altri reati contro il patrimonio e la persona), non sono mai mancati, senza voler criminalizzare nessuno.

Ma Gallina, era una frazione ‘tranquilla’; mai sfiorata, dalla serie funesta di omicidi, sia pure con diversa matrice di questi ultimi tempi.

Una zona rovente per dirla tutta. La prevenzione funziona, la repressione anche; ma è chiaro, che la giustizia fai da te, ancora esercita un suo fascino, sbagliato che sia. In una terra, con gl’indici di analfabetismo strumentale e di ritorno, che la fanno schizzare ai primissimi posti nella speciale classifica.

Uno dei tanti record negativi della Calabria. Le riunioni della COSP in Prefettura,( compresa l’ultima di questi giorni, presieduta dal ministro degl’Interni Angelino Alfano) con la presenza del prefetto Claudio Sammartino, del questore Raffaele Grassi, dei comandanti provinciali dei Carabinieri, Lorenzo Falferi e della Guardia di Finanza, Alessandro Barbera, si susseguono a ritmo battente. Insolla l’allarme rosso sta crescendo.

Con i capibastone, mammasantissima e padrini al cimitero od in galera, se non al 41 bis ed i  gregari in carcere, le nuove leve della ‘ndrangheta tentano di riorganizzarsi e di tentare la scalata al vertice delle cosche a struttura orizzontale.

 

E’ stato detto anche in occasione dell’Anno Giudiziario, sui libri e sui giornali, ma pure in conferenza stampa e nella convegnistica. Appaltatore di 51 anni, già noto ai casellari giudiziari per reati di ‘ndrangheta, scrivono i giornali anche on line, stamani.

L’agguato, infatti, si è consumato attorno alle 13.30, a pochi metri dal principale plesso scolastico di Gallina, località collinare della periferia sud di Reggio Calabria.

Un orario sensibile, in cui molti studenti, escono da scuola, mentre fuori ad attenderli ci sono i loro genitori.  

A sparare, secondo le prime ricostruzioni degli investigatori della Squadra mobile e del Gabinetto della Polizia Scientifica, sarebbe stata una persona, poi fuggita a bordo di uno scooter condotto da un complice.

Le fonti investigative,  ventilano che l’appaltatore sarebbe stato vicino alla cosca Libri.  

Una settimana fa, sempre a Gallina ignoti  pistoleros avevano ferito il titolare di un supermarket. I sicari conoscevano bene la persona presa di mira e la zona teatro del grave fatto di sangue.

Ne avevano studiato abitudini, usi, costumi, amicizie, hobbies, stato civile e così via.

Sono arrivati a colpo sicuro, incuranti della densità abitativa e di circolazione di mezzi e persone.

Di più su quest’altro ‘giallo’,  si saprà con l’aggiornamento delle prossime ore. Domenico Salvatore

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