Dal Parlamento Europeo. Rispetto dei diritti di proprietà intellettuale

23.03.2016 22:31
Risoluzione del Parlamento europeo del 9 giugno 2015 su "Verso un rinnovato consenso sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale: piano d'azione dell'Unione europea" (2014/2151(INI))

Il Parlamento europeo,

–  vista la direttiva 2004/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale(1) ("direttiva sul rispetto dei DPI"),

 

–  visto l'articolo 17 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE) n. 386/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 aprile 2012, che attribuisce all'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) compiti inerenti al rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, tra cui la convocazione di rappresentanti del settore pubblico e privato in un Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale(2) ,

–  visto il regolamento (UE) n. 608/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 giugno 2013, relativo alla tutela dei diritti di proprietà intellettuale da parte delle autorità doganali e che abroga il regolamento (CE) n. 1383/2003 del Consiglio,

–  vista la relazione dell'UAMI e dell'Ufficio europeo dei brevetti (UEB) presentata nel settembre 2013 e intitolata "Intellectual property rights intensive industries: contribution to economic performance and employment in the European Union" (Settori a forte intensità di diritti di proprietà intellettuale: contributo ai risultati economici e all'occupazione nell'UE),

–  vista la comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni del 25 giugno 2008 intitolata ""Pensare anzitutto in piccolo" (Think Small First) – Uno "Small Business Act" per l'Europa" (COM(2008)0394),

–  vista la comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, dell'11 settembre 2009, intitolata "Migliorare la tutela dei diritti di proprietà intellettuale nel mercato interno" (COM(2009)0467),

–  visti la relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, del 22 dicembre 2010, intitolata "Applicazione della direttiva 2004/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale" (COM(2010)0779) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che l'accompagna(3) ,

–  vista la sintesi della Commissione delle risposte alla consultazione pubblica sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale in ambito civile – Consultazione pubblica sull'efficienza dei procedimenti e sull'accessibilità degli strumenti del luglio 2013(4) ,

–  vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo, del 1° luglio 2014, intitolata "Verso un rinnovato consenso sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale: piano d'azione dell'Unione europea" (COM(2014)0392),

–  vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo, del 1° luglio 2014, intitolata "Commercio, crescita e proprietà intellettuale – Strategia per la tutela e il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale nei paesi terzi" (COM(2014)0389),

–  visto il piano della Commissione sulla creazione di un mercato unico digitale nell'UE e la risoluzione del Parlamento europeo del 20 aprile 2012 su un mercato unico digitale competitivo(5) ,

–  viste le conclusioni del Consiglio del 4 e 5 dicembre 2014 sul rispetto dei DPI(6) ,

–  vista la risoluzione del Consiglio relativa al piano d'azione doganale dell'UE in materia di lotta contro le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale per il periodo 2013-2017(7) ,

–  vista la sua risoluzione del 22 settembre 2010 sull'applicazione dei diritti di proprietà intellettuale nel mercato interno(8) ,

–  vista la lettera della commissione giuridica in data 24 marzo 2011 sulla relazione relativa all'applicazione della direttiva 2004/48/CE,

–  visto l'articolo 27 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo che sancisce che ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione giuridica e i pareri della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori e della commissione per la cultura e l'istruzione (A8-0169/2015),

A.  considerando che il trattato sul funzionamento dell'Unione europea e la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea pongono particolare rilievo sulla proprietà intellettuale, rispettivamente agli articoli 118 e 17;

B.  considerando che i diritti di proprietà intellettuale rappresentano una delle forze trainanti dell'innovazione e della creatività e contribuiscono in modo determinante alla competitività, all'occupazione e alla diversità culturale; che l'autenticità dei prodotti non dovrebbe essere sempre confusa con la sicurezza dei prodotti e con questioni relative alla qualità dei prodotti e che il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale svolge un ruolo fondamentale nel garantire la salute e la sicurezza dei consumatori; che le entrate derivanti dalla contraffazione contribuiscono generalmente ad alimentare l'economia sommersa e la criminalità organizzata;

C.  considerando che l'UE deve far fronte a un numero elevato di violazioni dei diritti di proprietà intellettuale e che il volume e il valore finanziario di tali violazioni sono allarmanti, come indicato dalla Commissione nella relazione sull'applicazione della direttiva sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale (COM(2010)0779); che tali cifre illustrano anche il valore aggiunto dei DPI per l'economia europea nella competizione mondiale;

D.  considerando che le violazioni dei DPI, ivi inclusa la contraffazione, disincentivano la crescita, la creazione di posti di lavoro, l'innovazione e la creatività;

E.  considerando che le violazioni del diritto di proprietà intellettuale costituiscono un danno morale ed economico per le imprese europee e comportano gravi perdite economiche e fiscali per gli Stati;

F.  considerando che un'adeguata tutela dei diritti di proprietà intellettuale costituisce una condizione necessaria per lo sviluppo dell'economia digitale e del mercato unico digitale;

G.  considerando che lo sviluppo sempre più rapido del commercio elettronico e delle attività online ha cambiato il modo in cui dovrebbe essere considerato il rispetto dei DPI nel contesto digitale, in particolare perché consente nuove opportunità di violazione dei medesimi anche in virtù di nuovi comportamenti sociali degli utenti;

H.  considerando che il Parlamento osserva con preoccupazione che la relazione dell'UAMI sottolinea l'esistenza di una significativa minoranza di europei che mostra un certo livello di tolleranza all'idea che le violazioni dei DPI possano essere considerate accettabili(9) ; che manca una conoscenza adeguata dell'importanza sociale e culturale dei DPI e delle azioni considerate violazioni di tali diritti e che vi è una mancanza di consapevolezza, in particolare tra i giovani europei, in merito alle possibili conseguenze delle violazioni dei DPI per l'economia e la società dell'UE e la sicurezza generale dei cittadini; che è necessario e possibile lanciare appropriate campagne di sensibilizzazione e di informazione;

I.  considerando che è necessario potenziare le iniziative contro il commercio illecito di beni contraffatti, e che nessuno dovrebbe lucrare sulle violazioni dei DPI;

J.  considerando che l'applicazione della legge da parte delle autorità di contrasto è essenziale per quanto concerne la prevedibilità della legge e che l'individuazione di strumenti efficaci, proporzionati e dissuasivi per garantire il rispetto dei DPI a livello transfrontaliero è di fondamentale importanza;

K.  considerando che le violazioni dei DPI hanno un impatto particolare sulle PMI, compresi i servizi da impresa a impresa, e possono causare la perdita di mercati e il fallimento;

L.  considerando che per garantire il rispetto dei DPI è fondamentale prendere in considerazione gli aspetti internazionali poiché le violazioni di tali diritti costituiscono un fenomeno globale;

M.  considerando che negli interventi politici contro le violazioni dei DPI occorre considerare sia le violazioni online che quelle offline;

1.  accoglie con favore la comunicazione della Commissione del 1° luglio 2014 che presenta un piano d'azione sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale; sostiene l'approccio seguitovi per il rispetto dei DPI, basato su azioni preventive e su strumenti strategici che mirano a privare i trasgressori su scala commerciale dei flussi di entrate e rendono più difficoltosa l'immissione in commercio di beni contraffatti;

2.  sottolinea che la responsabilità principale per il rispetto dei DPI incombe alle autorità pubbliche degli Stati membri;

3.  sottolinea che l'obiettivo principale del piano d'azione dovrebbe essere quello di garantire l'effettivo rispetto dei DPI sulla base di dati probanti, fondamentale nello stimolare l'innovazione, la creatività, la competitività, la crescita e la diversità culturale; rileva che le misure adottate per il rispetto dei DPI dovrebbero fondarsi su dati precisi e affidabili;

4.  sottolinea che, in un momento di crisi finanziaria, in cui gli aiuti finanziari destinati al settore culturale subiscono pesanti tagli, i DPI sono spesso una fonte di reddito fondamentale per i creatori; sottolinea pertanto che la salvaguardia di una remunerazione equa per i creatori dovrebbe essere un aspetto fondamentale del piano d'azione UE;

5.  è del parere che, nell'interesse dell'innovazione, della creatività e della competitività, è fondamentale che le misure per la protezione dei diritti di proprietà intellettuale siano trasparenti e che il pubblico e tutti gli altri soggetti interessati dispongano di informazioni complete;

6.  riconosce che il rispetto dei DPI non è soltanto un fattore propulsivo per l'occupazione e la crescita nell'Unione, ma è fondamentale per il corretto funzionamento del mercato unico, soprattutto in considerazione di elementi quali la quota di PIL dell'UE, l'occupazione e la gamma di settori industriali che utilizzano i DPI e ne traggono beneficio, e svolge un ruolo chiave nello stimolare l'innovazione, la creatività, la competitività e la diversità culturale;

7.  sottolinea che i diritti di proprietà intellettuale rappresentano una garanzia per la creatività, l'innovazione e la competitività delle industrie culturali e creative in particolare, ma anche di altri settori industriali, come ha sottolineato la Commissione nella sua comunicazione dal titolo "Per una rinascita industriale europea"; invita la Commissione a continuare a tenere conto dei DPI in quanto fattori di competitività dell'economia europea;

8.  sottolinea che i DPI non sono soltanto i diritti d'autore, ma anche i marchi e i brevetti, tra gli altri, e che ciascuno di essi è fondamentale per il valore dei beni e dei servizi europei;

9.  rileva che, secondo la Commissione, i settori culturali e creativi, spesso ampiamente basati sui DPI, rappresentano già fino al 4,5% del PIL e 8,5 milioni di posti di lavoro nell'UE e, oltre a essere essenziali per la diversità culturale, contribuiscono anche in modo significativo allo sviluppo sociale ed economico;

Partecipazione di tutti i soggetti della catena di approvvigionamento online e offline

10.  ritiene che tutti i soggetti della catena di approvvigionamento abbiano un ruolo da svolgere nella lotta contro le violazioni dei DPI e che dovrebbero essere coinvolti in tale processo; sottolinea che, sia nel contesto online che in quello offline, è opportuno sviluppare un approccio che coinvolga tutti i soggetti; ritiene che, per ottenere un risultato proficuo, i diritti fondamentali debbano essere equilibrati poiché le misure che hanno un impatto sui diritti fondamentali non possono essere adottate volontariamente dagli operatori, bensì necessitano di una base legale e di una supervisione giudiziaria;

11.  ricorda che il coinvolgimento di attori online nella lotta alle violazioni dei DPI deve avvenire conformemente ai principi della direttiva 2000/31/CE ("direttiva sul commercio elettronico") e della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea;

12.  osserva che i beni fisici contraffatti e che violano i DPI sono sempre più spesso oggetto di compravendita nei mercati online, dove le autorità degli Stati membri hanno una limitata capacità di controllo delle vendite; sottolinea la necessità di coinvolgere i titolari delle piattaforme commerciali in tutte le azioni volte a garantire il rispetto dei DPI, anche in quelle finalizzate all'eliminazione delle merci contraffatte e all'espulsione dei venditori di merci contraffatte dai loro siti;

13.  mette in rilievo l'importanza di assicurare l'applicazione della dovuta diligenza lungo tutta la catena di approvvigionamento, ivi compresa quella del comparto digitale, coinvolgendo tutti i principali attori e operatori, come i creatori, gli artisti, i titolari dei diritti, i produttori, gli intermediari, i prestatori di servizi internet, le piattaforme di vendita online, gli utenti finali e le autorità pubbliche;

14.  ritiene che l'applicazione della dovuta diligenza nell'intera catena di approvvigionamento come pure il rafforzamento della vigilanza di mercato e della condivisione delle informazioni tra autorità doganali migliorerebbe il contesto imprenditoriale e contribuirebbe a prevenire l'ingresso dei prodotti e dei servizi contraffatti sul mercato; sottolinea che il rapporto costi-benefici e l'efficacia di qualsiasi regime di audit qualitativo dovrebbero essere accuratamente valutati prima di essere definiti come obiettivi e che, a tale proposito, dovrebbe essere seriamente considerata la concessione di un sostegno alle PMI;

15.  prende atto, inoltre, delle proposte concernenti la consultazione inclusiva delle parti interessate per quanto concerne l'applicazione del dovere di diligenza dell'UE all'interno della catena di approvvigionamento e ai fornitori di servizi di pagamento, onde impedire le violazioni dei DPI, e chiede che l'esito delle consultazioni e il regime volontario del dovere di diligenza dell'UE siano presentati al Parlamento su base annuale e non biennale;

16.  invita la Commissione a rendere trasparenti e tempestive tutte le consultazioni delle parti interessate, garantendo che l'esito delle consultazioni sia esaminato sotto il profilo qualitativo e quantitativo e sia condiviso con le parti interessate, anche con il Parlamento e le altre istituzioni dell'UE;

17.  sottolinea l'importanza degli accordi settoriali e dei manuali di buona pratica per la lotta alle violazioni dei DPI; invita gli operatori del settore a scambiarsi informazioni sulle piattaforme che consentono l'accesso a contenuti che violano i DPI e ad adottare provvedimenti coordinati e proporzionati, come la rimozione previo avvertimento, per ridurre i profitti ottenuti da tali contenuti o piattaforme; osserva che tali provvedimenti non dovrebbero includere il blocco non giudiziario di siti internet;

18.  ricorda che le piattaforme cyberlocker rappresentano uno dei fulcri principali delle violazioni dei DPI, da cui traggono indirettamente profitto grazie alla pubblicità e/o agli abbonamenti;

19.  accoglie con favore l'approccio di privare i trasgressori dei DPI delle loro entrate mediante accordi tra i titolari dei diritti e i loro partner; sostiene l'elaborazione di protocolli d'intesa quali misure non vincolanti per lottare contro la contraffazione e la pirateria e appoggia l'idea di sviluppare ulteriormente tali misure tra le parti interessate; raccomanda alla Commissione, a tal proposito, di condurre uno studio sul modo in cui tali operazioni di contraffazione finanziano le loro attività mediante finanziamenti incrociati (vendendo prodotti contraffatti e offrendo contenuti illegali);

20.  rammenta l'esistenza, da maggio 2011, di un memorandum d'intesa volontario sulla vendita di merci contraffatte via internet e invita la Commissione a valutare i risultati dell'applicazione di tale memorandum e a presentare una relazione al Parlamento;

21.  ritiene che la Commissione debba considerare anche l'efficacia delle iniziative esistenti e delle possibili attività future per quanto concerne il ruolo degli intermediari nell'affrontare le violazioni dei DPI;

22.  osserva che anche, e soprattutto, nei settori culturali e creativi dovrebbe essere promossa la collaborazione, anche sotto forma di impegno volontario, tra i titolari dei diritti, gli autori, i gestori delle piattaforme, gli intermediari e gli utenti finali, onde individuare tempestivamente eventuali violazioni dei diritti; sottolinea che la Commissione dovrebbe verificare in tempi brevi l'efficacia di tale impegno volontario e che potrebbero eventualmente essere necessarie ulteriori misure legislative;

23.  sottolinea che, nei settori culturali e creativi, occorre coinvolgere nel dialogo i prestatori di servizi di pagamento, onde ridurre i profitti ottenuti dalle violazioni dei DPI online;

24.  ricorda l'implicazione della criminalità organizzata nelle attività internazionali che violano i DPI; rammenta, inoltre, che è molto importante dare una risposta europea coordinata, consolidando le misure di audit in atto e applicando al contempo il principio "follow the money", onde tutelare gli interessi dei consumatori e l'integrità della catena di approvvigionamento;

Consapevolezza e informazione dei consumatori

25.  plaude all'approccio seguito dalla Commissione che prevede l'organizzazione di campagne di sensibilizzazione mirate; ritiene fondamentale che tutti comprendano le conseguenze concrete della violazione dei DPI sulla società nel suo complesso e sui singoli consumatori e cittadini; è del parere che i consumatori dovrebbero essere meglio informati sul contenuto dei DPI e su cosa si possa o non si possa fare con beni e contenuti protetti; invita la Commissione e gli Stati membri a sviluppare ulteriormente le azioni di sensibilizzazione indirizzate a pubblici specifici e ai pertinenti mercati;

26.  raccomanda il lancio di una campagna informativa di più ampia portata relativa alla piattaforma per i titolari di DPI e le autorità incaricate dell'applicazione e del contrasto, affinché i titolari dei diritti abbiano un ruolo più attivo nella difesa dei loro diritti in tutta l'Unione europea tramite la banca dati anticontraffazione Enforcement integrata nella rete sicura della direzione generale della Fiscalità e dell'unione doganale; chiede una maggiore e più rapida integrazione con le autorità di polizia e altre dogane nel mondo per garantire un migliore rispetto dei DPI;

27.  insiste sull'esigenza di rivolgersi in maniera più specifica alle giovani generazioni attraverso campagne di sensibilizzazione adeguate, tenendo conto che, come risulta da un recente studio sulla percezione della proprietà intellettuale, è proprio da queste generazioni che i DPI sono rimessi in discussione al massimo grado;

28.  sottolinea l'importanza di iniziative che mirino a valutare e a seguire l'evoluzione della conoscenza, della comprensione e della percezione che i giovani hanno della proprietà intellettuale, così da poter capire meglio le loro esigenze e definire le azioni più adeguate da attuare;

29.  accoglie con favore, in particolare, gli sforzi profusi dall'Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale situato presso l'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (UAMI), volti a sensibilizzare i consumatori per quanto concerne i vantaggi di scegliere prodotti rispettosi dei DPI e intesi ad agevolare l'accesso a tali prodotti;

30.  ritiene, nel contempo, che i consumatori debbano essere in grado di identificare meglio le offerte che violano i diritti di proprietà intellettuale in modo da poter decidere di non procedere a un dato acquisto; deplora che il piano d'azione della Commissione non includa alcun intervento mirante a migliorare la capacità dei consumatori di identificare i beni e i contenuti contraffatti; invita la Commissione e gli Stati membri a valutare ulteriormente lo sviluppo di strumenti e orientamenti specifici e a procedere a un esame basato su dati probanti e all'eventuale sviluppo di un sistema armonizzato di procedure di notifica/ritiro dei beni e dei contenuti illegali, affinché consumatori e imprese possano agire quando sono vittime di un inganno nello stesso modo in cui intervengono per segnalare contenuti sgradevoli, sulla base delle esperienze acquisite dalla Commissione e dall'Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale, in particolare per quanto riguarda la condivisione delle migliori prassi;

31.  osserva che il sistema di notifica e di rimozione, un URL per volta, dei contenuti che violano i DPI, presenta dei limiti pratici dovuti alla rapidità con cui sono rimessi a disposizione i contenuti in questione; invita, pertanto, gli operatori del settore ad avviare una riflessione su come il sistema di notifica e di rimozione possa essere reso più efficace a lungo termine;

32.  osserva che tutti gli attori coinvolti nella catena di distribuzione dovrebbero cooperare alla messa a punto di campagne informative che forniscano ai consumatori informazioni in materia di diritti e doveri, beneficiando al contempo di un agevole accesso e utilizzo dei contenuti creativi;

33.  ritiene che una maggiore trasparenza e una migliore informazione siano concretamente conseguibili solo con la collaborazione dei maggiori attori di internet che veicolano contenuti protetti dai DPI, e che pertanto sia opportuno far partecipare tali soggetti a questa volontà di trasparenza e di circolazione delle informazioni;

34.  ribadisce la necessità di coordinare le iniziative e le campagne in tutti gli Stati membri onde evitare una duplicazione dei lavori e garantire coerenza ed efficienza;

35.  chiede alle autorità degli Stati membri di garantire che i beni in violazione dei DPI, che comportano un rischio per la sicurezza, siano inclusi nelle notifiche RAPEX, indipendentemente dal fatto che tali beni siano venduti legalmente o illegalmente nello Stato membro in questione;

Sviluppo di nuovi modelli commerciali

36.  ritiene che, in taluni settori, la mancanza di consapevolezza da parte dei consumatori in merito alle offerte legali e l'offerta a volte difficilmente accessibile o costosa di prodotti e contenuti che non violano i DPI possa rendere difficile dissuadere i consumatori dall'acquisto o dall'utilizzo di beni e contenuti illegali; è del parere che in tale ambito debbano essere compiuti maggiori progressi e ribadisce la sua richiesta alla Commissione e agli Stati membri di esercitare pressioni maggiori sull'industria affinché sviluppi in tutti gli Stati membri offerte legali che siano diversificate e attrattive, affinché i cittadini consumatori possano avere davvero la libertà di acquistare merci legali o di utilizzare contenuti legali;

37.  sottolinea la necessità di un approccio più olistico, inteso a soddisfare la domanda da parte dei consumatori estendendo la disponibilità e il consumo di offerte legali, innovative ed economicamente sostenibili, sulla base di modelli commerciali adeguati alla realtà di internet che consentano di eliminare gli ostacoli, creando un vero mercato unico digitale europeo e assicurando al contempo un equilibrio tra i diritti dei consumatori e la protezione degli innovatori e dei creatori;

38.  è del parere che una possibilità per rafforzare la tutela dei DPI possa consistere nello sviluppo di modelli commerciali innovativi; sottolinea altresì che a tale proposito per taluni settori dell'industria si debba riconsiderare un miglioramento e un costante adeguamento alla continua evoluzione delle tecnologie;

Enfasi sulle PMI

39.  sottolinea l'importanza di migliorare i procedimenti per la tutela civile della proprietà intellettuale a favore delle PMI e dei singoli creatori, che svolgono un ruolo fondamentale nei settori culturali e creativi, ma spesso non dispongono delle capacità necessarie per far valere i propri diritti a causa della complessità, dei costi e della durata dei procedimenti;

40.  accoglie con favore l'intenzione espressa della Commissione di sostenere le PMI facendo rispettare i loro DPI tramite il miglioramento degli strumenti accessibili per il ricorso civile al fine di contrastare meglio gli abusi di mercato da parte di concorrenti di maggiori dimensioni e, in particolare, di valutare ulteriormente le necessità delle PMI per i futuri interventi dell'UE;

41.  accoglie con favore la comunicazione della Commissione del 1° luglio 2014 su un piano d'azione dell'UE e più precisamente l'azione 4, volta a migliorare i procedimenti per la tutela civile dei DPI, in particolare per quanto riguarda le controversie di modesta entità, e a vagliare i possibili interventi in questo settore;

42.  sottolinea che strutture chiare e gestibili per il rispetto dei DPI sono essenziali per le PMI;

43.  invita la Commissione a garantire che ogni misura adottata abbia un impatto limitato sulle PMI in termini di oneri e costi imposti; invita in particolare la Commissione a valutare ulteriormente le possibili modalità di partecipazione delle PMI ai regimi di audit qualitativi e a identificare le misure specifiche che potrebbero essere adottate a favore delle PMI a tale fine;

44.  insiste sulla necessità di tenere conto delle PMI nell'elaborazione della legislazione e ribadisce che il principio "pensare anzitutto in piccolo" dovrebbe essere sempre applicato;

45.  sottolinea l'importanza dell'accesso alla giustizia e dell'efficacia in termini di costi dei procedimenti giudiziari, in particolare per le PMI, e chiede che siano posti in essere servizi di intermediazione e altri sistemi di risoluzione alternativa delle controversie tra imprese nell'ambito dei DPI;

46.  insiste sull'importanza di iniziare a effettuare con regolarità un'analisi dei fattori che spingono le PMI a fare o a non fare ricorso ai DPI, in modo da comprendere dove sia possibile apportare miglioramenti, sia che si tratti di PMI innovative o di PMI che riscontrano problemi, segnatamente in termini di esercizio dei relativi DPI;

47.  attende con interesse di ricevere informazioni in merito alle iniziative nazionali esistenti volte ad affrontare il rispetto sotto il profilo civile dei DPI per quanto concerne le PMI entro la fine del 2015; accoglie positivamente il prossimo Libro verde sulla necessità di una futura azione dell'Unione basata sulle migliori prassi, osservate nel quadro dei sistemi finanziati a livello nazionale intesi ad aiutare le PMI a far valere i loro DPI;

Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale

48.  esprime soddisfazione per lo sviluppo delle attività dell'Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale quale supporto utile alla riflessione dei decisori politici e quale strumento di raccolta e scambio di informazioni e dati su tutte le forme di violazione dei DPI;

49.  sottolinea che il compito dell'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (UAMI), consistente nell'ottenere dalle imprese dati che attestino le violazioni dei DPI e nel generare dati e analisi affidabili circa l'impatto reale delle violazioni sugli operatori economici, dovrebbe far parte del piano d'azione in dieci punti e costituire la base per ulteriori azioni nei diversi settori maggiormente interessati; invita la Commissione, a tale proposito, a migliorare la banca dati dello strumento di supporto all'intelligence anticontraffazione (ACIST), sviluppata dall'UAMI, onde fornire informazioni sui contraffattori e garantire che le amministrazioni aggiudicatrici non acquistino prodotti contraffatti;

50.  sottolinea che al fine di pervenire a un'applicazione significativa dei DPI è necessario che siano disponibili e accessibili tutte le informazioni riguardo al tipo di diritto di proprietà intellettuale (ad esempio brevetto, marchio, diritto d'autore) pertinente in una data situazione, allo status della sua validità e all'identità dei titolari, anche sotto forma di metadati in caso di file digitali;

51.  invita la Commissione a utilizzare appieno i dati raccolti dall'Osservatorio e i risultati delle sue attività per trarre conclusioni e proporre soluzioni volte a migliorare il rispetto dei DPI di cui possano avvalersi i legislatori; invita la Commissione a riferire periodicamente in materia al Parlamento;

52.  constata che è fondamentale l'attività formativa per quanto riguarda lo sviluppo a livello nazionale del rispetto dei DPI settoriali, e tale ruolo sarà svolto dall'Osservatorio, che contribuirà a istruire le autorità degli Stati membri agevolando lo scambio delle migliori prassi, in particolare attraverso la promozione di campagne proficue e digitalmente accessibili e il loro coordinamento con le agenzie e gli organismi pertinenti;

Gruppo di esperti della Commissione sul rispetto dei DPI

53.  accoglie con favore l'istituzione all'interno della Commissione di un gruppo di esperti sul rispetto dei DPI e chiede che il Parlamento e, ove necessario, l'Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale, siano maggiormente coinvolti nei lavori del gruppo e che siano in particolare chiamati a inviare esperti per partecipare alle riunioni del gruppo;

Evoluzione del quadro giuridico

54.  accoglie con favore la pubblicazione della relazione della Commissione sull'applicazione della direttiva sul rispetto dei DPI(10) , osservando tuttavia che in certi ambiti si possono trarre soltanto conclusioni parziali, a causa del tardo recepimento della direttiva in alcuni Stati membri; invita la Commissione a fornire un'ulteriore analisi dell'impatto della direttiva, in particolare sull'innovazione e sullo sviluppo della società dell'informazione, come previsto all'articolo 18, paragrafo 1, della direttiva e come chiesto dal Parlamento nella sua risoluzione del 22 settembre 2010; ricorda tuttavia che la Commissione europea ha identificato taluni altri aspetti legati all'applicazione dei DPI, per esempio il ruolo degli intermediari nella lotta contro le violazioni, strumento che potrebbe rivelarsi efficace anche per contrastare gli abusi;

55.  osserva che, stando alla relazione della Commissione, la direttiva sul rispetto dei DPI per alcuni aspetti non è in linea con l'era digitale né sufficiente per combattere le violazioni commesse online; invita la Commissione a elaborare una valutazione dettagliata dei limiti dell'attuale quadro legislativo per quanto riguarda le attività online e, se del caso, presentare proposte per adeguare il quadro normativo dell'UE all'ambiente internet; insiste affinché queste eventuali proposte siano oggetto di uno studio dettagliato che ne analizzi gli impatti;

56.  prende atto dell'osservazione che interpretazioni divergenti di alcuni disposizioni della direttiva hanno portato a differenze nella sua applicazione da parte degli Stati membri e invita la Commissione ad agire per correggere i problemi identificati nella relazione, anche mediante un ulteriore chiarimento della direttiva;

57.  ribadisce la richiesta di una strategia per i DPI che includa un quadro giuridico globale per lottare contro le violazioni dei DPI, adattato all'ambiente online, nel pieno rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, di un equo processo, della proporzionalità e della protezione dei dati; ritiene che la tutela giuridica delle nuove creazioni sia estremamente necessaria, in quanto incoraggia gli investimenti e porta ad altre innovazioni;

58.  sottolinea che la normativa connessa ai DPI deve riflettere l'evoluzione dell'era digitale, tenendo conto del contesto online e dei vari canali di distribuzione e garantendo un approccio equilibrato che rappresenti gli interessi di tutte le parti coinvolte e in particolare dei consumatori e il loro diritto di accesso ai contenuti, promuovendo nel contempo gli artisti, gli autori e l'innovazione in Europa;

59.  ribadisce che è necessario un quadro moderno in materia di diritti d'autore che favorisca la competitività e sia orientato al consumatore, oltre a promuovere la creatività e l'innovazione assicurando che inventori e creatori possano operare in un ambiente sicuro e adeguato;

60.  sottolinea che le industrie culturali e creative dell'Unione europea sono un motore per lo sviluppo sociale ed economico nonché per la creazione di posti di lavoro in Europa, e ricorda al contempo che anche i creatori, i progettisti e le istituzioni che fanno affidamento sulle eccezioni e sulle limitazioni al diritto d'autore apportano un contributo significativo alla crescita economica, all'innovazione e alla creazione di posti di lavoro; evidenzia che qualsiasi iniziativa legislativa intesa a modernizzare il diritto d'autore deve basarsi su prove indipendenti concernenti l'impatto sulla crescita e l'occupazione (in particolare per quanto riguarda le PMI nei settori culturali e creativi), l'accesso alle conoscenze e alla cultura nonché i possibili costi e benefici;

Catene di approvvigionamento internazionali e ruolo delle dogane e della cooperazione internazionale

61.  insiste sull'importanza del ruolo svolto dalle autorità doganali e dalla cooperazione internazionale nel settore doganale nella lotta contro le violazioni dei DPI negli scambi transfrontalieri e sottolinea la necessità di sostenere e di agevolare la cooperazione tra le dogane, chiarendo le norme operative, segnatamente affinché tale cooperazione permetta la concreta attuazione del controllo dei beni in transito sul territorio dell'UE;

62.  invita la Commissione a tenere conto, nell'attuazione del piano d'azione per il rispetto dei DPI, delle pertinenti iniziative, in particolare il piano d'azione doganale dell'UE in materia di lotta contro le violazioni dei DPI e la strategia per la protezione e il rispetto dei DPI nei paesi terzi;

63.  invita a rafforzare la vigilanza di mercato, la gestione del rischio e la condivisione delle informazioni tra autorità doganali sulle questioni sollevate dalle dogane nel contesto del rispetto dei DPI, ad esempio per quanto riguarda lo stoccaggio e la distruzione dei beni contraffatti;

64.  sottolinea l'importanza di una stretta collaborazione, dello scambio di informazioni e di una formazione adeguata delle autorità doganali, di vigilanza dei mercati e delle autorità giudiziarie;

Varie

65.  sottolinea il ruolo essenziale svolto dalle autorità pubbliche a tutti i livelli, anche a livello locale, regionale e nazionale, attraverso l'approvvigionamento e gli acquisti, e plaude al proposito della Commissione di sviluppare, promuovere e pubblicare una guida sulle migliori prassi per impedire che le autorità pubbliche a qualsiasi livello acquistino prodotti contraffatti;

66.  accoglie con favore il Libro verde proposto dalla Commissione e relativo alla consultazione delle parti interessate circa l'impatto dei sistemi di rifiuto di addebito e di altri sistemi analoghi allo scopo di combattere le violazioni dei DPI su scala commerciale e valutare la necessità di adottare più azioni concrete in questo ambito, sia nel contesto online che offline; ritiene che l'introduzione di un diritto di "rifiuto di addebito" a livello europeo per tutti gli acquisti inconsapevoli di beni contraffatti sarebbe un vantaggio per i consumatori e incoraggerebbe i commercianti a verificare le merci prima di metterle in vendita;

67.  appoggia l'enfasi con cui il piano d'azione sottolinea quanto siano importanti la collaborazione con gli Stati membri, la condivisione delle informazioni e delle migliori prassi, nonché le attività di coordinamento per quanto concerne l'applicazione transfrontaliera;

68.  sottolinea che, al fine di stimolare l'innovazione e la competitività in settori basati sulla conoscenza nell'Unione, in modo compatibile con i DPI, occorre promuovere la ricerca aperta e la condivisione delle conoscenze, elementi indicati come essenziali anche dalle strategie "Europa globale" ed "Europa 2020";

69.  mette in rilievo la necessità di sistemi di indagine precisi che consentano di porre rapidamente fine alle attività di violazione dei DPI su scala commerciale;

70.  osserva che il reddito generato dall'utilizzo di DPI rappresenta un'importante fonte di finanziamento esterno per i progetti di ricerca e, quindi, un motore per l'innovazione e lo sviluppo, nonché per la collaborazione tra università e imprese;

71.  sollecita una rapida attuazione del piano d'azione, in modo che le misure necessarie per il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, in particolare nei settori culturali e creativi, possano essere, ove necessario, tempestivamente adeguate;

72.  invita la Commissione a valutare l'attuazione di ciascuna delle azioni presentate nel piano d'azione e a riferire in merito al Parlamento al più tardi entro il luglio 2016;

Strasburgo, ufficio stampa del Parlamento  Europeo

 

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