Dai “pizzini “ alla televisione pubblica . Evoluzione della comunicazione mafiosa.

11.04.2016 17:13

di Mimmo Musolino

         Ne è passato del tempo da quando le tribù indiane comunicavano fra loro con i segnali di fumo , agitando una simil  “ pezzara” su un fuoco  acceso con legna ancora penetrati da linfa per aumentare l’emissione del fumo .    

                                                       

 Poi all’improvviso dalla cronaca nera che raccontava le imprese criminali di      “ Cosa nostra “ abbiamo appreso  una nuova forma di comunicazione tramite i cosiddetti “pizzini “ e cioè dei minuscoli bigliettini arrotolati che servivano ai mafiosi, o presunti tali , per scambiarsi  delle informazioni segrete e riservate .                      Per la verità questa  forma di comunicazione non e proprio nuova, difatti mi ricorda quando nei banchi di scuola, quindi già più di mezzo secolo scorso, ci scambiavamo , per aggirare  le ire ed i controlli di maestri e professori , delle frasi amorose con le compagne e facevamo arrivare i compiti ai compagni-amici più  “ scecchi “ tramite questi minuscoli e sgualciti bigliettini arrotolati o pieghettati.                  

Ma tutto in questo mondo sembra  fatto per essere sorpassato “…..a pensar come  tutto al mondo passa, e quasi orma non lascia… “ scriveva Giacomo Leopardi  e sono trascorsi quasi di 200 anni .                                                                                                       

E l’altra sera sulla RAI-TV di Stato (  pubblica ) in un programma di ascolti,  quasi sempre al top, ho dovuto ( pago il canone e pretendo di vedere la TV, è un mio sacrosanto diritto  ) assistere a quella che certamente ha rappresentato il fatto più eclatante e vergognoso di comunicazione dai microfoni e dalle immagini della TV di Stato ( pubblica )  da parte  di qualche esponente, o presunto tale , di “Cosa nostra”.           

Che c’è di strano o di scandaloso ? Una infinità di incredibili e straordinarie considerazioni ! Ad esempio  con i “pizzini “ la comunicazione era segreta e molto riservata ed una volta che venivano  letti dai destinatari  venivano bruciati per non lasciare segni e prove testimoniali, oggi tale  comunicazione avviene alla presenza di milioni di persone e lascia segni indelebili e che fanno il giro del mondo attraverso la stessa TV , la stampa cartacea ed online , i social ecc. ecc.  

                                    

Potrebbe essere considerato  anche  un segno tangibile della invincibilità  e della potenza di “ Cosa nostra “ che si serve delle complicità , forse inconsce , di canali di informazione pubblica per lanciare i propri messaggi,  non più segreti, ma alla luce del sole ( o meglio dei riflettori ) come se fosse legittima e normale comunicazione .                                                                                                                           

Quanto sostenuto non sono  semplici supposizioni ma le conseguenti considerazioni di tutto il  grandissimo dibattito che ne è scaturito e che ha visto protagonisti i maggiori esperti e studiosi di linguaggio e gestualità  della mafia,  anche perché sono stati chiamati in causa,  oltre che la TV pubblica, i maggiori esponenti Istituzionali  della nostra Nazione e la polemica non è certamente destinata a placarsi ( e d’altronde come lo potrebbe essere, per un fatto di una gravità eccezionale ed inaudita ) e certamente la gravissima “ questione “ finirà nelle aule dei Tribunali ( speriamo non in quello della Capitale  per una questione di conflitto… ) considerando che il Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando  ha inteso proporre denuncia-querela contro  la RA-TV di Stato  (pubblica ) .

                                         

Un fatto comunque  è sicuro, se questa vicenda finirà , tra qualche tempo nel dimenticatoio, come lo è stato, purtroppo,  per alcune terribili  stragi che hanno insanguinato l’Italia, la nuova comunicazione e gestualità  mafiosa  ( e ancora sottolineo, come è stato dichiarato da esperti e studiosi in  materia ) avrà giocato benissimo, e con estremo profitto,  il suo jolly in quanto avrà trovato legittimazione istituzionale , intendendo la RAI-TV di Stato come componente istituzionale dell’informazione pubblica.

                                                                                                        

 

 

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