Condofuri (rc) va in onda l'ennesimo caso di tentata violenza sessuale, vera o presunta, sino a prova contraria, e si scatena la gogna mediatica

16.04.2016 13:18

 

REGGIO CALABRIA, 15 APR 2016 - Un operatore di 49 anni, in servizio per conto di una cooperativa che lavora in un progetto Sprar di accoglienza ai migranti, è stato arrestato a Condofuri e posto ai domiciliari dai carabinieri con l'accusa di tentata violenza sessuale, tentata concussione e violenza privata nei confronti di alcune giovani ospiti del progetto.

L'arresto è stato fatto dai carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo su disposizione della Procura della Repubblica di Reggio Calabria.

Le indagini dei militari sono partite in seguito alla denuncia delle giovani vittime e riguarderebbero fatti verificatisi nei mesi di febbraio e marzo scorsi.

CONDOFURI (RC) ABUSO SESSUALE, MOLESTIE O TENTATIVO DI APPROCCIO SUI MIGRANTI IN COOPERATIVA, INDAGANO I CARABINIERI DELLA LOCALE STAZIONE, COORDINATI DALLA MAGISTRATURA

Domenico Salvatore

CONDOFURI (RC)-Un caso spinoso, come tanti altri di questo tipo e di questo genere, dati in pasto ai mass-media ed alla pubblica gogna. Destinato ad ingigantirsi od a sgonfiarsi come pallone punto da uno spillo, questo si vedrà. 

A parte il caso di Padre Fedele Bisceglia, accusato di violenza sessuale ai danni di una suora, prima condannato, e poi assolto dalla Corte d'Appello di Catanzaro, dopo che la Corte di Cassazione aveva annullato la precedente condanna.

Perciò, si va con i piedi di piombo. Alcune vicende boccaccesche, ribadite con tanto di reo confesso e con condanna relativa. Il trionfo della Giustizia e della Morale. Altri, svaniti come neve al sole e tante scuse; ma non chiamatele, lacrime di coccodrillo. Il tonfo della Giustizia.

L’arresto, dopo la denunzia presentata dalle presunte vittime, ai carabinieri della locale stazione (San Carlo) diretti dal maresciallo Carlo Livia, coordinato dal capitano Gianluca Piccione, comandante della Compagnia di Melito Porto Salvo, tutti agli ordini del colonnello Lorenzo Falferi, comandante provinciale, era un atto dovuto; bisognava procedere.

Incaricato dal procuratore capo della Repubblica di Reggio Calabria, si sta interessando del caso, il procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni.

L’accusa è, di tentata violenza sessuale, tentata concussione e violenza privata nei confronti di alcune giovani ospiti della cooperativa condofurese.

 

In questa vicenda scabrosa, difficile e delicata, fotocopia di tante altre, c’è qualcosa che non ci convince, ma non vogliamo fare il “provessoroni” od il bastian contrario, per carità. Sebbene, la notizia ci sia, (l’hanno propalata anche le agenzie di stampa, cartacei, radio, televisione e giornali on line) e va data.

La macchina investigativa, Codice alla mano, sta facendo il suo corso.

Sarebbe stato giusto pure, di conoscere l’opinione della parte offendente; senza per questo, violare o sfiorare il segreto istruttorio.

Avrà pure un suo legale di fiducia, che abbia preso a cuore le sorti del cliente.

Il tema-problema dei boat-people, a livello globale, in questo momento tiene banco. A parte la parentesi del sindaco 'onnipotente' di Riace, Domenico Lucano, per dirla con la rivista americana "Fortune", uno degli uomini più influenti del pianeta.

Tutto ciò, che di riffe o di raffe, lo riguardi, fa ‘scoop’. La cronaca, diffonde notizie allarmanti circa i quattro milioni di migrantes, che dovrebbero approdare sulla coste europee, nei prossimi giorni.

Un condofurese, operatore per conto di una cooperativa locale di un progetto S.P.R.A.R., gravemente indiziato è stato posto agli arresti domiciliari su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria.

Ne sapremo di più, nelle prossime ore, allorquando l’indagato, verrà sottoposto dal Gip ad interrogatorio di garanzia, alla presenza del suo avvocato.

Domenico Salvatore

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