Con il decreto di riordino della rete ospedaliera si consuma l’ennesimo strappo

07.03.2016 22:27

Reggio Calabria, Dal Consiglio Regionale
“Con il decreto di riordino della rete ospedaliera si consuma l’ennesimo strappo tra la gestione commissariale della sanità e la Regione Calabria e viene reiterata l’improvvida elusione di quelle norme basilari che dovrebbero governare l’assunzione di atti di programmazione di primissimo livello”.
E’ quanto afferma il presidente del gruppo di Forza Italia alla Regione Alessandro Nicolò.
“Dinanzi ad un provvedimento dalla portata strategica per la riorganizzazione ed il rilancio del comparto sanitario, buona regola sarebbe stata, invece, procedere in ossequio ai principi della preventiva concertazione e del confronto democratico, seppur in presenza di una gestione monocratica del comparto” - rilancia l’esponente politico.
Secondo Alessandro Nicolò: “Tale modus operandi non è rispettoso né dei processi di coinvolgimento e partecipazione delle parti sociali alle decisioni politiche né tantomeno delle prerogative istituzionali in capo al Consiglio e alla Giunta. Assecondando inopportune prassi, il rischio è quello di far saltare le regole fondamentali che presidiano la democrazia, innescando pericolosi precedenti”.
“Sarebbe auspicabile - afferma il capogruppo di Fi - sospendere i provvedimenti assunti e adottare come Regione ogni iniziativa necessaria alla tutela dei cittadini, ma una domanda è d’obbligo: perché non si è intervenuti tempestivamente per evitare situazioni che non possono che generare ulteriore confusione?”.
“Altre  inevitabili considerazioni riguardano le frizioni all’interno della  maggioranza e lo scollamento evidente tra l’azione del Commissario per il Piano di Rientro che esprime il livello del Governo centrale e l’Esecutivo regionale calabrese. Assistiamo a continue contrapposizioni e diaspore che non giovano né alla Calabria né alla sanità la quale assorbe quasi il 70 per cento del Bilancio regionale. La corrispondenza politica tra il Governo nazionale e regionale anziché rappresentare una garanzia e anche un valore aggiunto, per la Calabria si sta trasformando in una costante ed inspiegabile penalizzazione” - sottolinea ancora Alessandro Nicolò.
“Rispetto a condotte autoritarie che producono un vulnus alla democrazia e che non rendono agibile la qualità e l’efficienza dei servizi sanitari, esigiamo un cambio di rotta. Il Commissario per il Piano di Rientro - conclude il presidente del gruppo consiliare di Forza Italia - venga audito in Consiglio regionale per illustrare i contenuti del provvedimento nonché per la rendicontazione dell’attività fin qui svolta”.


“Se per la Calabria il decreto n. 30 emesso dal Commissario per il Piano di rientro suona come un’ennesima e intollerabile prevaricazione, la riorganizzazione della rete ospedaliera, così com’è stata congegnata, per Crotone e il suo territorio ha l’effetto di un vero e proprio tsunami”. E’ l’opinione della consigliera regionale di Calabria in Rete Flora Sculco che aggiunge: “Mentre diventa ormai non più rinviabile una seduta del Consiglio regionale sulla sanità, come più volte inascoltata ho richiesto prevedendo che senza una decisa e unanime alzata di scudi si sarebbero assunte scelte cosi dirompenti, è altrettanto urgente che il sindaco Vallone convochi, con immediatezza, la conferenza dei sindaci. Le scelte della Struttura commissariale - sottolinea Flora Sculco - assunte senza alcuna considerazione dei bisogni reali di sanità pubblica e privata e senza la benché minima consultazione, hanno inferto al sistema pubblico della sanità crotonese ferite gravi e profonde, per cui è necessario attivare la mobilitazione dell’intero territorio. C’è da rivendicare, per territori come il crotonese, non solo i posti letto promessi per nefrologia al San Giovanni di Dio dal Commissario, la struttura complessa di nefrologia e dialisi, di microcitemia e dermatologia, ma occorre anche difendere i Livelli essenziali di assistenza e addirittura respingere, con una corale manifestazione di sdegno, l’insana idea di trasformare l’Ospedale crotonese in un pronto soccorso”. Conclude la consigliera regionale: “Abbiamo già visto, in altre circostanze anche recenti, che in questo scenario di accesa contrapposizione di poteri e di commistione di competenze che vedono la Struttura commissariale agire unilateralmente, soltanto la ferma volontà del popolo calabrese, dei lavoratori e dei cittadini che indignati decidono di farsi sentire, può fare da argine alle provocazioni e ristabilire un minimo di ordine e di rispetto della legalità. Al Consiglio regionale spetta ora il compito di affrontare queste tematiche sulla base di una discussione serie che si concluda con un documento dai toni univoci e da approvarsi all’unanimità”.

 

“La Calabria è stanca di essere umiliata, ma anche di essere presa in giro dalla Giunta regionale, dal Governo ‘amico’ e dal Pd”. Lo asserisce il consigliere regionale della Cdl Giuseppe Mangialavori che considera “semplicemente offensiva la nuova riorganizzazione della rete ospedaliera decretata dal Commissario ad acta per il Piano di rientro. L’unico criterio adottato è un indiscriminato taglio che affossa la sanità pubblica in ogni territorio e che francamente lascia sconcertati per la superficialità con cui si sono assunte scelte così gravi”. Aggiunge Mangialavori: “Scura però non è di nomina celestiale ed è con il Governo ‘amico’ che l’ha indicato e lo tiene fermo sulla poltrona, nonostante tutto, che il presidente Oliverio e la sua maggioranza dovrebbero protestare. Perché delle due l’una: o il Governo e la Giunta regionale stanno insieme concertando l’affossamento della sanità in Calabria, oppure questa Giunta regionale non ha alcuna considerazione da parte di Palazzo Chigi, come dimostra il fatto che Scura, a dispetto delle  tante umiliazioni inferte alla Calabria ed alle istituzioni democratiche calabresi, resta al suo posto e, pur non essendo stato eletto da nessuno, dette legge. Il punto - conclude Mangialavori - è che in Calabria c’è un equivoco grande come un grattacielo che si chiama Pd. Un Pd che non ha, come dimostrano le vicende sanitarie, alcuna capacità di farsi ascoltare dai suoi vertici nazionali e dal Governo ‘amico’. Ciò che è grave è che le contraddizioni di questo partito vengono scaricate sulla Calabria e sui calabresi che pagano prezzi pesantissimi. Così vediamo che mentre il Governo lascia affossare la sanità calabrese da un suo delegato, i vertici del Pd calabrese, piuttosto che protestare energicamente, accorrono, come se tutto andasse più che bene, ad accogliere i luogotenenti di Renzi e del Pd ogni qual volta questi vengono in Calabria a tagliare nastri, a fare promesse da marinai o a sedare liti intestine”. 

L’Ufficio Stampa del Consiglio Regionale

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