Cetraro (CS) aggiornamento sul delitto del medico di base Anna Giordanelli, è stato il cognato?

28.01.2016 20:46

Angoscia, stupore e sbalordimento, a Cetraro, dove la dottoressa, barbaramente trucidata, era conosciuta, stimata e benvoluta. Esclusa quasi subito, la pista della rapina o di un incidente stradale per la donna, sposata con un geologo del Comune e madre di due figli o tre. Aveva con sè, tutti i suoi oggetti personali; compreso il telefonino, che le è stato trovato addosso . Nei pressi del luogo del delitto i militari della Benemerita, hanno trovato l’arma, un piede di porco insanguinato con capelli della vittima.

CETRARO (CS) RISOLTO IL GIALLO DEL MEDICO ANNA GIORDANELLI 53 ANNI, UCCISA CON UN COLPO DI” PIEDE DI PORCO”, MENTRE FACEVA JOGGING ALLA MARINA: E’ STATO IL COGNATO INFERMIERE PRESSO IL LOCALE NOSOCOMIO, FERMATO DAI CARABINIERI?

Domenico Salvatore

CETRARO (cs)- 28 gennaio 2016-Un altro femminicidio. Poco importa o niente, la causale. Risolto il mistero del medico di base dottoressa Anna Giordanelli, 53 anni, assassinata ieri 27 pomeriggio, con un colpo di “piede di porco” che le ha fracassato il cranio?

I Carabinieri della locale stazione, diretta dal maresciallo  Pasquale Schettini, coordinato dal   Antonio Villano, comandante della Compagnia di Paola, guidati dal tenente colonnello Mirko Verticchio, comandante del Reparto Operativo provinciale, tutti, agli ordini del colonnello Fabio Ottaviani, comandante provinciale di Cosenza, sono riusciti a far luce sul misterioso delitto della professionista cetrarese?

L’assassino reo confesso sarebbe Paolo Di Profio, infermiere con qualche precedente penale? Imputava alla donna uccisa, il fallimento del matrimonio con la sorella della “medichessa”- medico?

Questa serie di punti interrogativi è scontata ed inevitabile. In attesa di conferme o smentite.

Sic stantibus rebus, ci sono ben poche possibilità di errori. Anche perché l’omicida è reo confesso.

Indagini lampo, condotte con impareggiabile professionalità, hanno consentito agli uomini dell’Arma Benemerita di sbrogliare la matassa?

Sul posto, non c’erano segni di lotta. Forse la vittima, non si aspettava di essere aggredita in quella maniera ed è rimasta impietrita.

Di Profio è stato fermato oggi per ordine della Procura della Repubblica di Paola e il suo interrogatorio, alla presenza dell legale di fiducia,  è durato diverse ore.

Sul cadavere, non erano stati riscontrati altri segni di violenza né ferite da difesa, quasi che sia stata colta di sorpresa dal suo assassino.  La donna era sposata con un dipendente comunale e madre di tre figli, stimata sia come persona sia come professionista e non aveva ombre sul suo passato.

Sul posto del ritrovamento, anche il medico legale per le perizia necroscopica esterna sul cadavere della professionista e la ditta del caro estinto per il trasferimento della salma all’obitorio od all’Istituto di Medicina Legale, per l’autopsia. Soprintende alle indagini il p.m. di turno presso la Procura della Repubblica di Paola, Sonia Nuzzo, coordinata dal procuratore capo Bruno Giordano.

 

Gl’ inquirenti al momento si sentono di escludere che possa trattarsi di un delitto a sfondo sessuale o di un tentativo di rapina.

Tutto e chiarito. Manca solamente il movente del delitto, che presenta delle zone d’ombra. Futili motivi o ragione abietta, si vedrà al processo; ma intanto un’altra ‘femmina’, ci ha rimesso la pelle. Il quinto comandamento delle Tavole di Mosè, è stato infranto ancora una volta.

La vita umana è sacra perché, fin dal suo inizio, comporta l’azione creatrice di Dio e rimane per sempre in una relazione speciale con il Creatore.

Per ora la magistratura non si sbilancia. Prima di potersi pronunciare, in maniera chiara ed inoppugnabile, aspetta il rapporto informativo dei Carabinieri. Dopo di che, il corpo della vittima verrà restituito alla famiglia per la celebrazione dei funerali, in forma pubblica. Salvo diversa decisione del questore di Cosenza, Luigi Liguori, che dovrebbe motivarla con  ragioni di ordine pubblico e sicurezza. Non si escludono, nemmeno per concludere, nuovi e più clamorosi sviluppi.

 

Non torna il conto, di alcune circostanze, al vaglio degli organi inquirenti. La donna respirava ancora dopo l’aggressione? Perché non ha chiesto aiuto ai passanti? Perché si è fermata a dialogare con l’ex cognato, visto che i ponti con il passato, erano stati “tagliati”? Ci sono stati testimoni oculari al delitto?

Domenico Salvatore

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