C'era una volta Serafino Castagna "Il mostro di Presinaci", ma a Rombiolo si continua a sparare

07.04.2016 13:55

Di Domenico Salvatore

Per il ferimento di Massimo Soriano, avvenuto lunedì sera, 4 aprile dopo le 22,30 nella frazione Presinaci, vicino alla piazza realizzata sui ruderi della vecchia chiesa, i carabinieri hanno arrestato Maurizio Castagna. Gli investigatori, diretti dal comandante provinciale dei carabinieri, Col. Daniele Scardecchia, stanno cercando di chiarire il movente del ferimento. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore di Vibo Valentia, Michele Sirgiovanni, che si muove sotto le direttive del procuratore capo della Repubblica di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo.  

MASSIMO SORIANO, GIÀ NOTO ALLE FORZE DELL’ORDINE PER DIVERSI REATI, FERITO A COLPI DI PISTOLA CALIBRO 9X21 SCAMPA MIRACOLOSAMENTE AD UN AGGUATO DI STAMPO MAFIOSO,. I SANITARI DELL’OSPEDALE JAZZOLINO DOVE L’UOMO SI TROVA ORA RICOVERATO HANNO SCIOLTO LA PROGNOSI. IL QUARANTAQUATTRENNE NON È IN PERICOLO DI VITA. SE LA CAVERÀ IN DIECI GIORNI.

Domenico Salvatore

ROMBIOLO (V.V.)  5 aprile 2016- Dopo mezzo secolo, si riaccendono su Presinaci, i fari della ribalta di Serafino Castagna, inteso “Il mostro di Presinaci”, che uccise pure il proprio padre a colpi d’arma da fuoco.

SERAFINO CASTAGNA, MALANDRINO E SAGGISTA, “RIMPIAZZATO” DAL CAPO’NDRINA, PIETRO PAOLI… (    il capo 'ndrina: “In nome della società organizzata e fedelizzata  in nome di Fiorentino della Bruzia e del Granduca di Caulonia, a nome dei nostri tre vecchi antenati cavalieri spagnoli Osso Mastrosso e Carcagnosso che per noi hanno sofferto celle scure e carceri penali, che battezzavano i locali con ferri e catene, io battezzo questo locale con la mia fede e lunga favella.

E, se fino a questo momento lo riconoscevo per locale oscuro di passaggio, da questo momento in poi lo riconosco sacro, santo e inviolabile, che può formare e sformare, questo onorato corpo di società.    

A nome della società organizzata e fedelizzata; a nome del nostro severissimo San Michele Arcangelo, che da una mano porta, spada e bilancia e dall'altra pesi e misure, che misurava e ritagliava, così a voi vi ritaglio le armature e le sequestro.

Chi tiene specchi(rasoi), sferri (coltelli ) o armi infami le consegni a mano del maestro di giornata.

Armiamoci, compagni di coltello e di sventura, come si sono armati Osso Mastrosso e Scarcagnosso, che dove c'erano due carretti piantarono due lunghi spadini, che fecero guerra in Calabria, in Sicilia e in tutto lo stato napoletano, dove c'era una palla che andava girando per tutto il mondo, fredda come il ghiaccio, calda come il fuoco : umile come la seta.

E chi la tradirà, giuriamo, belli compagni, che la pagherà con cinque o sei coltellate nel petto per come prescrivono le regole sociali.

Calice d'argento, ostia consacrata, con parole di omertà è formata la società . “Giuro davanti alla società organizzata e fidelizzata, rappresentata dal nostro onorato e saggio capo e da tutti i soci di adempiere tutti i doveri che mi spettano e che mi vengono imposti, se necessario, anche con il mio sangue”) quel lunedì santo 7 aprile del 1941, …un contadino di 34 anni, aveva assassinato cinque persone e tentato di ucciderne altre; compiuta la strage, batteva ora le aspre balze del Poro a caccia di altre vittime”.

L’ULTIMO FATTO DI SANGUE. Un uomo, Massimo Soriano, di 44 anni, è stato ferito in un agguato compiuto nella frazione Presinaci di Rombiolo.

I carabinieri stanno sentendo un uomo sospettato di essere l'autore del ferimento.

Il quarantaquattrenne, raggiunto da un colpo di pistola al gluteo, è stato soccorso ed accompagnato nell'ospedale di Vibo Valentia, dove i medici lo hanno giudicato guaribile in 15 giorni.

All'origine del ferimento ci sarebbe un litigio per futili motivi.
Le indagini vengono condotte dal comandante della Compagnia dei carabinieri di Tropea, capitano Francesco Manzone, e dal maresciallo Matteo Grillo. Comandante della locale stazione.

Maurizio Castagna è il nipote di Serafino Castagna condannato per l'omicidio di cinque persone avvenuta nel 1955 a Rombiolo.

Per quell'episodio di sangue fu condannato a tre ergastoli e centodieci anni di reclusione.

ROMBIOLO, DA SERAFINO CASTAGNA IN POI, è stato quasi sempre alla ribalta della cronaca, non solo nazionale ma anche estera.

Salvo piccole intervalli o spazi, soste di relativa tranquillità.

Negli ultimi anni, la musica non è cambiata granchè…

Riciclaggio e contraffazione di una autovettura.

 

Una bottiglia di liquido infiammabile con delle cartucce è stata deposta dinanzi al cantiere di un imprenditore ;

Ha perso la vita mentre lavorava nei campi, un uomo di 45 anni, Raffaele Badolato, agricoltore, morto in seguito al ribaltamento del suo trattore carico di fieno. 

Trentasei persone sono state denunciate dai Carabinieri con l’accusa di occupazione abusiva di alloggi di edilizia popolare. Per quattro di loro è scattato anche il reato di falso ideologico e truffa. 

Incendiano l’automobile parcheggiata sotto casa al consigliere Domenico Furci

C'è la mano di qualcuno dietro all'incendio che ha distrutto, la notte scorsa, un capannone a Presinaci, frazione del Comune di Rombiolo,

Ignoti, la scorsa notte, dopo avere infranto i vetri della chiesa di Prescinaci, una frazione di Rombiolo, nel Vibonese, si sono introdotti nella sacrestia e si sono impossessati delle casette

Un incendio ha distrutto un trattore ruspa di proprietà di G.P., 47 anni. Il fatto è avvenuto nella tarda serata di ieri a Rombiolo, un comune del Vibonese, in località «Uliveto» .

 

IL TENTATO OMICIDIO DI LUNEDÌ NOTTE 4 APRILE 2016. I contendenti, avevano un appuntamento chiarificatore? Gl’investigatori, vogliono capire, per quale ragione gli antagonisti, si trovassero insieme, nei pressi della piazza, ex sagrato della chiesa.

Non andava in onda, la scena finale del duello tra Frank ed Armonica di “C’era una volta il West”. Secondo una prima ricostruzione della dinamica, chi ha sparato voleva uccidere.

La vittima, è stata attinta da un paio di pallottole scaricate da una pistola calibro 9X21, non ancora ritrovata dai carabinieri, indirizzate al gluteo destro, all’anca, alla coscia ed alla schiena.

La dottoressa Katiushia Bisogni, medico-legale, intervenuta sul posto, ha riferito sulla sua perizia. Si valuta anche l’ipotesi di tentato omicidio.

Per i sanitari del Pronto Soccorso, dell’ospedale ‘Jazzolino’ di Vibo Valentia, dove l’uomo si trova ora ricoverato, che hanno sciolto la prognosi, il micidiale proiettile sarebbe entrato ed uscito con un tragitto insolito che, di fatto, ha miracolosamente salvato la vita a Massimo Soriano.

La vittima viaggiava a bordo di un ciclomotore quando è entrato in scena il killer. Forse ha accelerato improvvisamente dopo aver occhieggiato il luccichio d’i un’arma, lo scarrellamento della pistola, un movimento sospetto o la sua buona stella. I colpi  tuttavia sono partiti ed hanno atterrato il Soriano, che nell’immediatezza del fatto, si è dato a precipitosa e disperata fuga per scampare ai successivi colpi.

La prima persona, che per coincidenza, fatalità, caso, fortuna o destino, ha incontrato, è stato il medico-condotto del paese. Il professionista, accortosi subito della gravità delle ferite, ha allertato i sanitari del Pronto Soccorso di Vibo Valentia, che hanno chiamato i Carabinieri.

La macchina investigativa, si è messa in moto con posti di blocco volanti, controllo dei pregiudicati della zona, perquisizioni domiciliari, alibi-orario e stub.

I carabinieri della locale stazione, diretta dal maresciallo Matteo Grillo, coordinato dal capitano, Francesco Manzone, comandante della Compagnia di Tropea, tutti agli ordini del colonnello  Daniele Scardecchia, hanno braccato il latitante per tutta la notte, finchè l’hanno sorpreso in una stradina secondaria di Presinaci, nei pressi di casa.

 

Il sicario, che ha sparato contro Soriano, è stato identificato per Maurizio Castagna; nipote del famigerato Serafino Castagna, dipinto dalla stampa dell’epoca, come il “mostro di Presinaci”.

Il primo pentito della ‘ndrangheta del dopoguerra.  Nel 1955 uccise cinque persone in un atto di ribellione contro la ‘ndrina locale, che gli aveva ordinato di uccidere anche un suo amico.  I gesti del bandito fecero scalpore a livello nazionale. A titolo di cronaca, Serafino Castagna, scomparso da qualche anno, venne Condannato a tre ergastoli e 110 anni di carcere.

Serafino Castagna, in carcere scrisse un libro, “Tu devi uccidere” in cui raccontò nel dettaglio tutta la sua storia ed il modus operandi della ‘ndrangheta dell’epoca.

I Carabinieri, hanno quasi tutti gli elementi in mano per inviare un copioso dossier all’Autorità Giudiziaria. Dopo l’interrogatorio di garanzia, alla presenza del legale di fiducia, il Gip valuterà se emettere mandato di arresto od ordine di carcerazione, se non un’ordinanza di Cu.Ca.Ca.

Mancano ancora dei dettagli, in corso d’opera. In particolare, il movente del tentato omicidio. Supremazia mafiosa, controllo territoriale, traffico di droga, vecchia ruggine, conti da regolare, questioni private od altro?

Domenico Salvatore

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