Carnevale 2016, ma a Chinatown irrompe la Guardia di Finanza cosentina, scherzetto al 'Dragone' falsario

10.02.2016 08:06

Operazione ‘China Carnival’- Carnevale 2016, sequestrate le mascherine dalla Guardia di Finanza di Cosenza. L'operazione, ha portato ad individuare società gestite da soggetti di nazionalità cinese che vendevano articoli di Carnevale pericolosi provenienti dall'area asiatica.

Il Carnevale, riconduce a una dimensione metafisica, che riguarda l'uomo e il suo destino. In primavera, quando la terra comincia a manifestare la propria energia, il Carnevale segna un passaggio aperto tra gli inferi e la terra abitata dai vivi (anche Arlecchino ha una chiara origine infera).

Le anime, per non diventare pericolose, devono essere onorate e per questo si prestano loro dei corpi provvisori: essi sono le maschere, che hanno quindi spesso un significato apotropaico

A CARNEVALE OGNI SCHERZO VALE…MA L’UOMO (IMPRUDENTE E TRASGRESSIVO ), DIVENTA UN ANIMALE POLITICO ?

Domenico Salvatore

Ma, si può essere spensierati, allegri, sorridenti, e soprattutto felici, almeno per un giorno, per un’ora? Lo zoon politikon aristotelico, ci prova. Martedì grasso, mercoledì delle ceneri, Messer Carnevale, strisce filanti, coriandoli, trombette. La festa più allegra dell’anno…Semel in anno licet insanire; le sue maschere, i suoi scherzi, i colori sgargianti e ovviamente i suoi  sapori.

Quanti dolci…”Chiacchiere, Zeppole, le Frappe, le Castagnole, la Schiacciata alla fiorentina, il Krapfen, le Frittelle di mele, Sanguinacci, Pignolata, Struffoli, le Chiacchiere di Carnevale, Caragnoli, le Graffe napoletane, i Ravioli dolci fritti, gli Arancini di Carnevale,  Rosacatarre, i Crostoli, le Frittole di Carnevale ecc..

“Il Carnevale, dice Wikipedia, è una festa che si celebra nei Paesi di tradizione cattolica. I festeggiamenti, si svolgono spesso in pubbliche parate in cui dominano elementi giocosi e fantasiosi; in particolare, l'elemento distintivo e caratterizzante del carnevale è l'uso del mascheramento.  Gabriele D'Annunzio cantava così:”…Carnevale vecchio e pazzo/s'è venduto il materasso/per comprare pane, vino,/tarallucci e cotechino./E mangiando a crepapelle/la montagna di frittelle/gli è cresciuto un gran pancione/ che somiglia ad un pallone./Beve, beve all'improvviso/gli diventa rosso il viso/poi gli scoppia anche la pancia/mentre ancora mangia, mangia./Così muore il Carnevale/e gli fanno il funerale:/dalla polvere era nato/e di polvere è tornato./

La parola Carnevale deriva dal latino carnem levare ("eliminare la carne"), forse influenzata anche dal latino vale (quasi fosse "carne, addio!"), poiché indicava il banchetto che si teneva l'ultimo giorno di Carnevale (Martedì grasso), subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima

I festeggiamenti maggiori, avvengono il Giovedì grasso e il Martedì grasso, ossia l'ultimo giovedì e l'ultimo martedì prima dell'inizio della Quaresima. In particolare il Martedì grasso è il giorno di chiusura dei festeggiamenti carnevaleschi, dato che la Quaresima inizia con il Mercoledì delle ceneri. Origine e significato-

Data del Martedì grasso Anno      Martedì grasso

2000     7 marzo

2001     27 febbraio

2002     12 febbraio

2003     4 marzo

2004     24 febbraio

2005     8 febbraio

2006     28 febbraio

2007     20 febbraio

2008     5 febbraio

2009     24 febbraio

2010     16 febbraio

2011     8 marzo

2012     21 febbraio

2013     12 febbraio

2014     4 marzo

2015     17 febbraio

2016     9 febbraio

2017     26 febbraio

2018     11 febbraio

2019     3 marzo

2020     23 febbraio

I caratteri della celebrazione del Carnevale, hanno origini in festività molto antiche, come per esempio le dionisiache greche (le antesterie) o i saturnali romani.

Durante le feste dionisiache e saturnali si realizzava un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell'ordine, allo scherzo e anche alla dissolutezza.

Da un punto di vista storico e religioso il Carnevale rappresentò, dunque, un periodo di festa ma soprattutto di rinnovamento simbolico, durante il quale il caos sostituiva l'ordine costituito, che però una volta esaurito il periodo festivo, riemergeva nuovo o rinnovato e garantito per un ciclo valido fino all'inizio del carnevale seguente.

Il ciclo preso in considerazione è, in pratica, quello dell'anno solare.

Nel mondo antico, romano, la festa in onore della dea egizia Iside, importata anche nell'impero Romano, comporta la presenza di gruppi mascherati, come attesta lo scrittore Lucio Apuleio nelle Metamorfosi (libro XI). Presso i Romani, la fine del vecchio anno, era rappresentata da un uomo coperto di pelli di capra, portato in processione, colpito con bacchette e chiamato Mamurio Veturio.

 Durante le antesterie, passava il carro, di colui che doveva restaurare il cosmo, dopo il ritorno al caos primordiale. In Babilonia poco dopo l'equinozio primaverile veniva riattualizzato il processo originario di fondazione del cosmo, descritto miticamente dalla lotta del dio salvatore Marduk con il drago Tiamat che si concludeva con la vittoria del primo.

Durante queste cerimonie, si svolgeva una processione, nella quale erano allegoricamente rappresentate le forze del caos, che contrastavano la ri-creazione dell'universo, cioè il mito della morte e risurrezione di Marduk, il salvatore.

Nel corteo, c'era anche una nave a ruote, su cui il dio Luna e il dio Sole percorrevano la grande via della festa - simbolo della parte superiore dello Zodiaco - verso il santuario di Babilonia, simbolo della terra.

Questo periodo, che si sarebbe concluso con il rinnovamento del cosmo, veniva vissuto con una libertà sfrenata e un capovolgimento dell'ordine sociale e morale.

Il noto storico delle religioni Mircea Eliade scrive nel saggio Il Mito dell'Eterno Ritorno: "Ogni Nuovo Anno è una ripresa del tempo al suo inizio, cioè una ripetizione della cosmogonia.

I combattimenti rituali fra due gruppi di figuranti, la presenza dei morti, i saturnali e le orge, sono elementi che denotano che alla fine dell'anno e nell'attesa del Nuovo Anno, si ripetono i momenti mitici del passaggio dal Caos alla Cosmogonia".

Più oltre Eliade, afferma che "allora i morti potranno ritornare, poiché tutte le barriere tra morti e vivi, sono rotte (il caos primordiale non è riattualizzato?) e ritorneranno, giacché in questo momento paradossale il tempo sarà annullato ed essi potranno di nuovo essere contemporanei dei vivi".

Le cerimonie carnevalesche, diffuse presso i popoli Indoeuropei, mesopotamici, nonché di altre civiltà, hanno perciò anche una valenza purificatoria e dimostrano il "bisogno profondo di rigenerarsi periodicamente abolendo il tempo trascorso e riattualizzando la cosmogonia".

Eliade, scrive che "l'orgia è anch'essa una regressione nell' oscuro, una restaurazione del caos primordiale; in quanto tale, precede ogni creazione, ogni manifestazione di forme organizzate".

L'autore aggiunge poi, che "sul livello cosmologico l'orgia corrisponde al Caos o alla pienezza finale; nella prospettiva temporale, l'orgia corrisponde al Grande Tempo, all'istante eterno, alla non - durata.

La presenza dell'orgia nei cerimoniali che segnano divisioni periodiche del tempo tradisce una volontà di abolizione integrale del passato mediante l'abolizione della Creazione. La confusione delle forme è illustrata dallo sconvolgimento delle condizioni sociali (nei Saturnali lo schiavo è promosso padrone, il padrone serve gli schiavi; in Mesopotamia si deponeva e si umiliava il re, ecc.), dalla sospensione di tutte le norme, ecc.

Lo scatenarsi della licenza, la violazione di tutti i divieti, la coincidenza di tutti i contrari, ad altro non mirano che alla dissoluzione del mondo - la comunità è l'immagine del mondo - e alla restaurazione dell'illud tempus primordiale ("quel tempo", il Grande Tempo mitico e a - storico delle origini; N.d.A.), che è evidentemente il momento mitico del principio (caos) e della fine (diluvio universale o ekpyrosis, apocalisse).

Il significato cosmologico dell'orgia carnascialesca di fine d'anno, è confermato dal fatto che al Caos, segue sempre una nuova creazione del Cosmo".

Il Carnevale, si inquadra quindi in un ciclico dinamismo di significato mitico: è la circolazione degli spiriti tra cielo, terra e inferi.

Il Carnevale riconduce a una dimensione metafisica, che riguarda l'uomo e il suo destino. In primavera, quando la terra comincia a manifestare la propria energia, il Carnevale segna un passaggio aperto tra gli inferi e la terra abitata dai vivi (anche Arlecchino ha una chiara origine infera).

Le anime, per non diventare pericolose, devono essere onorate e per questo si prestano loro dei corpi provvisori: essi sono le maschere che hanno quindi spesso un significato apotropaico, in quanto chi le indossa assume le caratteristiche dell'essere " soprannaturale " rappresentato.

Oinochoe raffigurante la sfilata di un gufo armato durante la celebrazione delle Antesterie (410–390 a.C.).

Queste forze soprannaturali creano un nuovo regno della fecondità della Terra e giungono a fraternizzare allegramente tra i viventi.

“Le maschere che incarnano gli antenati, le anime dei morti che visitano cerimonialmente i vivi (Giappone, mondo germanico, ecc.), sono anche il segno che le frontiere sono state annientate e sostituite in seguito alla confusione di tutte le modalità. In questo intervallo paradossale fra due tempi (= fra due Cosmi), diventa possibile la comunicazione tra vivi e morti, cioè fra forme realizzate e il preformale, il larvale.”

Alla fine il tempo e l'ordine del cosmo, sconvolti nella tradizione carnevalesca, vengono ricostituiti (nuova Creazione) con un rituale di carattere purificatorio comprendente un "processo", una "condanna", la lettura di un "testamento" e un "funerale" del carnevale il quale spesso comporta il bruciamento del "Re carnevale" rappresentato da un fantoccio (altre volte l'immagine - simbolo del carnevale è annegata o decapitata).

Tale cerimonia avviene in molte località italiane, europee ed extraeuropee (sulla morte rituale del carnevale si veda anche Il ramo d'oro di James George Frazer).

“La ripetizione simbolica della cosmogonia, che segue all'annientamento simbolico del mondo vecchio, rigenera il tempo nella sua totalità”. È interessante altresì notare che vari significati cosmologici del Carnevale erano presenti anche nel Samhain celtico.

Nel XV e XVI secolo, a Firenze i Medici organizzavano grandi mascherate su carri chiamate "trionfi" e accompagnate da canti carnascialeschi, cioè canzoni a ballo di cui anche Lorenzo il Magnifico fu autore. Celebre è Il trionfo di Bacco e Arianna scritto proprio dal Magnifico.

 Nella Roma del governo papalino si svolgevano invece la corsa dei barberi (cavalli da corsa) e la "gara dei moccoletti" accesi che i partecipanti cercavano di spegnersi reciprocamente.

Nella storia dell'arte, famosa opera pittorica è la Lotta tra Carnevale e Quaresima del pittore olandese Pieter Bruegel il Vecchio.

Personaggi mascherati del carnevale veneziano sono presenti in vari dipinti del Settecento veneziano di Canaletto, Francesco Guardi e negli interni di Pietro Longhi.

Le prime testimonianze dell'uso del vocabolo "carnevale" (detto anche "carnevalo") vengono dai testi del giullare Matazone da Caligano alla fine del XIII secolo e del novelliere Giovanni Sercambi verso il 1400.

Il Carnevale non termina ovunque il Martedì grasso: fanno eccezione il Carnevale di Viareggio, il Carnevale di Ovodda, il carnevale di Poggio Mirteto, il Carnevale di Bientina, il carnevale di Borgosesia e il Carnevalone di Chivasso.

Anche il Carnevale di Foiano della Chiana termina la domenica dopo le Ceneri. In diversi Carnevali il martedì grasso si rappresenta, spesso con un falò, la "morte di Carnevale". L’Italia in maschera…Abruzzo: Frappiglia,   Patanello;  

Basilicata:  la quaremma, il cucibocca,  ‘U zitu e a zita, Dosseno, Macco;

Calabria,   Giangurgolo e Mastro Gilormo, ‘senza cicero sul naso non dormo’ maschera di Fossato Jonico;  

Campania: Pulcinella, Tartaglia e di Scaramuccia;

Emilia Romagna, il Dottor Balanzone, professore sapientone e presuntuoso, Fagiolino, sua moglie Brisabella, il suo amico Sganapino e Flemma,  Sandrone, sua moglie Pulonia e suo figlio Sgorghìguelo,  Bertoldo,   suo figlio Bertoldino e sua moglie la Marcolfa;

Friuli Venezia Giulia:il pust ed il Sior Anzoleto Postier;

Lazio: Rugantino,  Nina e Meo Patacca, il generale Mannaggia;

Liguria:Capitan Spaventa,   Baciccia della   Cicciulin   Becciancin   e Nuvarin;

Lombardia:Meneghino, accompagnato da sua moglie Cecca di Berlinghitt; Beltrame, Arlecchino; Brighella, Gioppino;

Marche: Moscino, Papagnoco;

Il Molise:i tre folletti (detti anche Monaci, in quanto travestiti da frati)   Larinella;  

Piemonte: Gianduia, sempre accompagnato da sua moglie Giacometta;

Puglia: Farinella,  lu Pagghiuse e Gibergallo  ; u Titoru di Gallipoli, ù panzòne, la vecchiaredd e ù scerìff di Corato, Ze' Peppe   'u Moneche cercande, 'a Pacchianèlle;

Sardegna:Mamuthones e gli Issohadores, Boes e Merdules,  sa Filonzana, Cambas de Linna su Cumponidori,   lu Traicogghju, la Réula;

 Sicilia: Peppe Nappa;

Umbria: Nasotorto, Nasoacciaccato, Chicchirichella e Rosalinda;

Toscana: Stenterello,  Burlamacco;

Trentino Alto Adige: i matoci  , bufon;

Valle d'Aosta:le Landzette, Lo toc e La tocca;

Veneto: Pantalone, sua figlia Rosaura  e la furba servetta Colombina;   La bauta,   Fracanapa, Mastro Sogar e Papà del Gnoco: la Zinghenésta, il matazin (o matacinc o matel), il lakè, il roncer, il puster, i pajazi, i ber, gli spazzacamini, i brutti e i belli;

Il lancio dell’Ansa:”Maxi sequestro di maschere di carnevale in Calabria. I finanzieri del Comando provinciale di Cosenza hanno sequestrato oltre 500.000 maschere e vestiti destinati alla vendita, carenti dei contenuti informativi e pericolosi per il consumatore.

L'operazione, denominata China-Carnival, ha portato ad individuare società gestite da soggetti di nazionalità cinese che vendevano articoli di carnevale pericolosi provenienti dall'area asiatica.

I finanzieri hanno individuato migliaia di capi ed accessori d'abbigliamento, quali maschere veneziane, maschere di personaggi di fantasia, parrucche, oltre ad una serie di altri prodotti, destinati alla vendita in violazione delle prescrizioni di sicurezza e trasparenza a tutela del consumatore.

 Gli articoli sono risultati potenzialmente pericolosi poiché gli acquirenti, indossandoli, sarebbero stati esposti al rischio di contrarre infezioni cutanee e/o altre malattie dermatologiche. I legali rappresentanti delle società coinvolte sono stati denunciati. Merce che esce, merce che entra…Ci sono le leggi che regolano la materia.

“Per dogana si intende un organismo di natura pubblica preposto al controllo dell'entrata e dell'uscita delle merci dal territorio nazionale, sia che si tratti di materiali a seguito dei viaggiatori sia di trasporto di merci.

Ai fini doganali, il territorio nazionale si intende delimitato da una "linea doganale" che, ai sensi dell'art. 1 del d.P.R. n. 43 del 23/01/1973, era costituita dal “lido del mare ed i confini con gli altri Stati” mentre attualmente, grazie al libero scambio in Europa, é costituita dall’area commerciale unica (costituita da tutti i Paesi membri UE), nella quale tutte le merci circolano liberamente .

Secondo un ormai consolidato orientamento, il “lido del mare” comprende la zona di riva bagnata dalle acque fino al punto che viene coperto dalle ordinarie mareggiate, estive ed invernali, escluse quelle dei momenti di tempesta.

Lo stesso art. 1 del dPR 43/1973 precisa, ancora: “lungo il lido del mare, in corrispondenza delle foci dei fiumi e degli sbocchi dei canali, delle lagune e dei bacini interni di ogni specie, la linea doganale segue la linea retta congiungente i punti più foranei di apertura della costa; in corrispondenza dei porti marittimi segue il limite esterno delle opere portuali e le linee rette che congiungono le estremità delle loro aperture, in modo da includere gli specchi d'acqua dei porti medesimi.”

Che cos'è la dogana-Cenni storici-Le prime testimonianze di un organo paragonabile alle odierne dogane si ha nell'Antica Grecia, circa 2500 anni fa, quando all'entrata dell'Antica Atene, nel porto del Pireo, le merci ivi transitanti venivano sottoposte a una tassa (sembra del 2%) denominata pentecosté.

Imposizioni simili avvenivano anche ai tempi dell'Antica Roma dove veniva imposta una tassa di transito attraverso i territori occupati e dove nacque il termine datium (il dare) che ancora oggi utilizziamo, il dazio. Una caratteristica di queste imposizioni primitive è comunque che non erano tassazioni protezionistiche, ma di semplici introiti per le casse statali.

Una prima forma di tassazione più simile a quella odierna viene considerata quella che a partire dall'VIII secolo d.C. veniva imposto in Europa sulle merci in arrivo dall'Estremo Oriente; infatti sul Canale del Bosforo dei funzionari di dogana preposti provvedevano all'incasso del 10% sul valore della merce. Unitamente ai materiali, sempre dall'Oriente pare sia stata importata anche la parola dogana, derivata dal termine diwan che indicava sia la parte amministrativa e contabile dello Stato sia il mobile da cui il visir prendeva le sue decisioni e da cui è anche nato il termine divano.

Questi primi esempi sono stati sempre più perfezionati nei secoli successivi; la riscossione di tasse sulle merci in entrata nel proprio territorio è stata applicata sino ai giorni nostri e utilizzata da tutte le ideologie politiche.

Dopo la parentesi storica con l'utilizzo nel Medioevo della tassazione sulle merci in entrata nei vari Regni, Ducati e Principati come semplice imposta da parte dei signori feudali, si possono far risalire, almeno in Italia, i primi utilizzi della dogana moderna alla seconda metà del XVIII secolo; a questo periodo storico si fanno risalire le prime imposizioni daziarie fatte per incentivare e proteggere le nascenti industrie nazionali, specialmente del settore tessile.

Si redasse in quel periodo la prima Tariffa doganale che metteva in relazione i dazi con il tipo di merce importata, più alti per quelle merci che si voleva fossero fabbricate all'interno del territorio nazionale.

Per evitare troppe ritorsioni e per esigenze di interscambio con gli altri Stati nacquero i primi trattati bilaterali dove venivano pattuite esenzioni o riduzioni dei dazi stessi in cambio di altrettante concessioni (su altre merceologie) dalla parte opposta. All'inizio della prima guerra mondiale l'Italia aveva stretto accordi bilaterali praticamente con tutti gli Stati del Mondo.

Dopo i due conflitti mondiali nasce l'idea di un grande mercato europeo dove una delle principali innovazioni è proprio l'abolizione dei dazi per le merci scambiate all'interno degli Stati che ne facevano parte; da questa idea nasce nel 1951 la CECA (Comunità europea del carbone e dell'acciaio), primo esempio di materiali circolabili tra i sei Stati aderenti (Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo ) senza alcuna imposizione di tasse, se non l'IVA nazionale.

Naturalmente è questo l'esperimento che prelude alla nascita, pochi anni dopo, della CEE.

La dogana odierna

Ai giorni nostri la dogana, tra i vari compiti, ha quello predominante di controllare i traffici delle merci importate ed esportate al di fuori dell'area commerciale unica, non solo ai fini impositivi ma anche in difesa dell'industria e del consumatore della comunità europea.

La tariffa doganale

Ogni merce deve per prima cosa essere classificata, cioè abbinata a un numero specifico. Per farlo, internazionalmente si utilizza la Tariffa doganale del Sistema Armonizzato (HS), un prontuario diviso in Sezioni e Capitoli ordinati per tipologia merce. Questo numero è composto da 6 cifre.

Ovviamente la tariffa HS non può prevedere un numero per ogni oggetto esistente e non può anticipare i numeri di nuovi oggetti che nascono grazie principalmente nei settori dell'elettronica, telecomunicazioni, televisione, eccetera, infatti spesso le voci riguardano una categoria e non un oggetto specifico.

Per esempio, il codice doganale HS number" 620462 comprende, in tutto il mondo, i pantaloni lunghi, gli shorts, e le salopette di cotone per donna. Poi ogni paese aggiunge delle ulteriori cifre per identificare altre caratteristiche di una certa merce.

La Tariffa Doganale europea (TARIC) è estesa a 10 cifre e, relativamente alla voce di cui sopra, troveremo separatamente classificati i tre capi (lunghi corti e salopette) e anche altre loro caratteristiche (se da lavoro, se sono di velluto, di jeans, se fatti a mano eccetera). Ovviamente ognuno di questi codici di 10 cifre comincerà con la parte comune "620462".

Modulo utilizzato per le Bolle Doganali, prima della completa informatizzazione con l'introduzione del DAU

 

L'Agenzia delle Dogane italiana cura un sito detto AIDA, Tariffa doganale d'uso Integrata, che fornisce i dati ufficiali, storici, attuali e previsti, per i codici TARIC. Definita l'esatta "voce di tariffa" di una certa merce, il sito fornisce tutti i dati necessari per l'importazione e l'esportazione della stessa. Fra questi si possono citare i dazi, l'Iva e tutti gli altri tributi che gravano sull'importazione delle merci.

Sono presenti altresì gli elenchi di tutte le prescrizioni di carattere economico ("divieti"), sanitario, Cites, merci a duplice uso, beni culturali ed altro. Non sono ancora collegate alle voci Taric le restrizioni sulle armi, armamenti, rifiuti, ed altre formalità che ogni importatore/esportatore farà bene ad approfondire sia tramite le dogane, sia con l'aiuto di un esperto professionista del settore (doganalista).

Per evitare di incorrere in sanzioni ogni contribuente può richiedere agli uffici dell'amministrazione di stabilire a quale codice appartenga la merce da importare o esportare.

Tale informazione è detta Informazione Tariffaria Vincolante (ITV) e, come appunto si evince dal nome, vincolerà gli uffici delle dogane dei paesi membri dell'Unione Europea per i sei anni successivi.

Ci sono vari casi in cui tale informazione vincolante viene a decadere, in merito si rimanda al regolamento (CEE) n. 2913/92 e al regolamento (CEE) n. 2454/93.

“L'agenzia delle dogane e dei monopoli è una delle tre agenzie fiscali (le altre sono agenzia del demanio ed agenzia delle entrate) che svolgono le attività tecnico operative che prima erano di competenza del Ministero delle finanze. Dal 2008 il direttore è Giuseppe Peleggi.

Storia- L'Agenzia delle dogane, fonte Wikipedia, venne istituita dal d.lgs 30 luglio 1999, n. 300. In applicazione del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95 - convertito in legge 7 agosto 2012, n. 135 - dal 1º dicembre 2012 l'agenzia ha incorporato l'AAMS assumendo la nuova denominazione di Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Nel 2015 l'Agenzia viene travolta dalla sentenza n. 37 della Corte costituzionale, che dichiara illegittima la proroga, ormai "seriale", del conferimento nelle agenzie fiscali di incarichi dirigenziali senza passare prima per un concorso pubblico.

Il 25 marzo 2015, giorno di pubblicazione della sentenza in Gazzetta Ufficiale, circa 400 "incaricati" dell'Agenzia delle dogane decadono, tornando ad essere semplici funzionari.

Caratteristiche

È un ente pubblico dotato di personalità giuridica e ampia autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, organizzativa, contabile e finanziaria, dipendente, politicamente, dal Dipartimento delle Finanze.

Competenze

La sua area di attività è quella di gestire il sistema doganale italiano, per esempio il pagamento delle accise.”

Domenico Salvatore

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