Calcio seconda categoria/G Calabria, Bovese e Ravagnese, 'tengono' il passo della capolista Scillese

25.01.2016 15:50

Bovese, realizzazione contro Archi

 

In testa non cambia niente. Le inseguitrici Bovese e Ravagnese entrambe vittoriose, insistono. In coda, Campese e Ludos Vecchia Miniera,  conquistano un punto a testa. Ancora fermo il Rhegium. Avanza il Futsal Melito

LA CAPOLISTA SCILLESE NON SOFFRE DI VERTIGINI E NON INTENDE ABDICARE

Domenico Salvatore

REGGIO CALABRIA-Chi si ferma è perduto. Il giro di boa è iniziato da un pezzo. Chi abbia birra in corpo e giocatori in grado di fare la differenza, continua a macinare gioco, punti e classifica.

Le altre ad aggredire moralmente e purtroppo anche fisicamente       gli arbitri, secondo un malcostume consolidato;a ma qualche volta ci scappa anche larissa con calci e pugni e botte da orbi.

Il Giudice sportivo della Lega però è severo e risponde come la trasmissione di Adriano celentano…”Francamente me ne infischio”. Mutuata dal famoso film “Via col vento” con Clark Gable (Rhett Butler)e Vivien Leigh (Rossella O’Hara).

Squalifiche dei campi e multe salate; penalizzazioni in classifica; giocatori ed allenatori, ma anche dirigenti appiedati per giornate, mesi ed anni.

A parte il Daspo comminato dal Questore nei confronti dei facinorosi, rissaioli, maneschi e teppisti, se non vandali, goti, ostrogoti e visigoti.

Il campionato si va accorciando con il passare dei giorni e della giornate. Perduta una partita, non v’è più tempo e spazio per recuperare nel girone di ritorno. Ogni gara persa, il tonfo; assume le sembianze della partita della vita; se non del patatrac e patapunfeteeeee!

Non è cambiato nulla in testa, in attesa degli scontri diretti; che, sono quelli che valgono e che decidono, sic stantibus rebus.

Si gioca in un clima gelido. La fanno da padrone gli spifferi siberiani ed i soffioni etnei con il Mongibello imparruccato sino alle basse quote.

Buono, per girare gli esterni di Zanna Bianca ed il Richiamo della foresta.

Serve come il pane, un kit invernale, fatto di cappotti di astrakan, impermeabili, paltò, soprabiti e giacconi shearling o di montone rivoltato; di sopra, maglioni di lana merina, guanti, calzettoni, scarponi da trekking garmont e cappellini o cappelli a larghe tese, ombrelli e tutto il resto.

Ordinaria amministrazione per la capolista Scillese, che ha liquidato la pratica Condofuri con un secco 3-0 e palla al centro.

Idem con patate per la vicecapolista Bovese che, sul prato del “Veterani dello sport”, ha faticato un tantino per rimandare l’Archi battuto, sulle rive dello Scaccioti.

Più difficile del previsto, la vittoria col brivido del Ravagnese di Giuseppe Meduri e mister Francesco Api, al “Saverio Spinella” di Melito Porto Salvo.

Eroe del giorno Francesco Fortugno, portiere-saracinesca, che, ha salvato capra e cavoli, la sua porta, la vittoria e fors’anche il campionato del Ravagnese.

Sebbene poi, con le squadre allungate, poteva arrivarci la goleada.

Sul 2-1 ed in superiorità numerica, ha subìto la reazione del Borgo Grecanico duro a morire.

Con la forza dell’incredibile Hulk ed il pieno di spinaci come Braccio di ferro quando debba affrontare Brutus, l’equipe della presidente avvocatessa Luisa Nipote di mister Antonio Cormaci si è rovesciata nella metà campo avversaria; e Carmelo Stelitano, ha avuto la palla del pareggio; approfittando d’esperienza, d’astuzia e di mestiere, ma soprattutto credendoci in quella palla vagante, solo apparentemente innocua ed inoffensiva.

La sua rasoiata, d’esterno destro rasoterra, è velenosa come un’amanita falloide, se non un soffione del naja-naja.

Già grida al goal, ma Fortugno si scatafascia in orizzontale e riesce solamente a sfiorare con il guantone la palla avvelenata.

Tanto basta. Sufficiente, per deviare la traiettoria. La palla fa la barba al palo, sapone, frizione e capelli, servizio completo.

L’urlo di gioia, poi trasformatosi in dolore, rabbia e disperazione non è quello di Munch, ma rimane strozzato in gola, serrato con il nodo di Gordio.

‘Cuore matto ‘Manlio Scopigno,  inteso “Il Filosofo” (mancato dottore dell’Università di Roma) campione d’Italia nello scudetto 1969-70 con il Cagliari di Gigi Riva, “Seminatore d’oro” nella stagione 1966-67, disse, (anche lui) che, con i ‘ma ed i se’, non si faccia la storia.

Con il suo calcio totale, passò alla storia del calcio italiano,  per aver abbattuto la supremazia dei grandi club metropolitani - Juventus, Inter e Milan - nel più lontano avamposto della pro­vincia del pallone, la Sardegna, ribattezzata “L’Isola del tesoro”.

Il Ravagnese, ha strameritato di vincere e poteva ‘chiudere’ con una goleada. A parte il rigore sbagliato.

Ma questo è un altro paio di maniche. Tuttavia nello stanzone degli spogliatoi, per qualcheduno “il bunker dello stadio”, trapelavano da sotto lo zerbinotto, le urla di mister Francesco Api che ballava la cuccuma.

Strilli, che sembravano uscire dalla bocca del pittore Mario Cavaradossi (dall’ugola d’oro del tenore Emilio De Marchi), impegnato al teatro Costanzi di Roma,  nell’aria famosissima, tratta dalla Tosca “E lucevano le stelle “.

Sentiva sfuggirgli la vittoria dalle dita, come sabbia nella clessidra. Proprio, come la vita nella celeberrima romanza dell’immortale Giacomo Puccini…”E lucevan le stelle,/e olezzava la terra,/stridea l'uscio dell'orto/e un passo sfiorava la rena./Entrava ella, fragrante,/mi cadea fra le braccia./Oh! dolci baci, o languide carezze,/mentr'io fremente/le belle forme disciogliea dai veli!/Svanì per sempre il sogno mio d'amore.../l'ora è fuggita,/e muoio disperato,/e muoio disperato!/E non ho amato mai tanto la vita!/”.

Fortitudo e Rhegium City (2-0) si giocavano almeno un 50% di chances per inserirsi nella griglia dei play-off.

La Campese, chiedeva i tre punti in palio per allontanarsi dalla zona minata. Era uno scontro diretto nella Geenna infernale dove c’è pianto e stridore di denti. Ma la Ludos Vecchia Miniera, non poteva perdere questo treno. Il pareggio, alla fine, scontenta entrambe le squadre.

Il fanalino di coda Motta di Nino Callea e mister Michele Cotroneo, ha fatto quel che ha potuto contro il Futsal Melito di Tripodi e Idà, ma non ha potuto evitare la sconfitta.

Sul campo neutro di Marina di San Lorenzo, già teatro delle partite della Trinità e della Pro Torre, nei gloriosi tempi che furono.

La “terza squadra” di Marina di San Lorenzo, il Condofuri-Papa Francesco del presidente Giuseppe Falcone e mister Francesco Scordo, punta sulle vittorie casalinghe e qualche trasferta alla sua portata per strappare la salvezza, senza passare dalla lotteria dei play-out.

Da sottolineare, il fascino incredibile, esercitato dalla seconda categoria, seguitissima dai giornali quotidiani cartacei, da radio e televisione, giornali on line e smarphone, in tempo reale.

Ecco di seguito, in sintesi, un quadro sinottico della seconda giornata di ritorno del Campionato di Seconda Categoria/Calabria, girone G.

2^ giornata di ritorno. Risultati e classifiche:

Campese-Ludos Vecchia Miniera 1-1; Bovese-Archi 2-0; Motta-Melito 0-2, Borgo Grecanico-Ravagnese 1-3; Fortitudo Rhegium City 2-0; Scillese-Condofuri 3-0.

Classifica generale: Scillese 32, Ravagnese 31, Bovese 30, Archi 23, Fortitudo 22, Melito 18, Rhegium15, Condofuri 13, Ludos Vecchia  Miniera 13, Borgo Grecanico 10, Campese 9, Motta 7

Prossimo turno: 31 gennaio 2016

Scillese-Fortitudo; Rhegium City-Borgo Grecanico; Ravagnese-Motta San Giovanni; Ravagnese Calcio-Motta; Futsal Melito-Bovese; Archi Calcio-Campese; Conndofuri-Ludos  Vecchia Miniera.

Tra i cannonieri, comanda sempre Salvatore Rappocciolo, “Sasà” per gli amici, inteso “El Cobra”; tallonato da presso dal “boviciano” Norbeto Petronio, un  Cristiano Ronaldo dei dilettanti calabresi, che mena la danza come Don Lurio.

Rappocciolo (Ravagnese )17

Petronio (Bovese)16

Mathiot (Scillese 11)

Staicu (Fortitudo) 7

Tegano (Archi e Giordano (Fortitudo) 6

Domenico Salvatore

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