Calcio olandese ( e mondiale) in lutto, per la morte dell'olandese volante', Johan Cruijff

24.03.2016 20:01

Il “Profeta del Gol”, come lo definì Sandro Ciotti nel celebre film del 1974, è’ morto a Barcellona a 68 anni a causa di un tumore ai polmoni. A darne notizia, il profilo Twitter ufficiale. Uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi: premiato tre volte con il Pallone d’Oro, vinse tra l’altro tre Coppe dei Campioni e una finale Intercontinentale. Con Pelé e Maradona compone il trio dei più grandi di sempre del calcio fra gli anni Sessanta e Ottanta

IL “PELE’ BIANCO’ SE N’E’ ANDATO, STRONCATO DAL CANCRO AI POLMONI

Domenico Salvatore

Notizie così, fanno male al cuore; e non le avremmo mai voluto leggere.

Il così detto “Pelè bianco”, altrimenti noto come ”l’olandese volante”, è volato in cielo.

Demolito da un tumore ai polmoni, di quelli che non perdonano.

Chi ama il calcio, ricorderà sempre un fuoriclasse come Cruijff,

Quanti ricordi, sono legati alla vita e le avventure calcistiche di questo fenomeno, dell’Aiax, dell’Olanda, due volte finalista di Coppa del Mondo, contro Germania ed Argentina, purtroppo mai vincitrice.

 

Una brutta novella, che ha fatto il giro del mondo in un attimo e che ha destato emozione, angoscia e dolore.

Cruijff è stato un modello di giocatore che molte generazioni hanno tentato di imitare;asciutto, ossuto, snello, agile, preciso, tempestivo, puntuale, efficiente e funzionale; un calciatore di alta qualità, nella velocità e nello scatto; senso delle geometrie, della profondità e della prospettiva.

Di lui si sono occupate le radio, le televisioni ed i giornali, libri e riviste del pianeta intero.

Tesi di laurea sul personaggio, convegnistica, pubblicitgaria e così via.

Sarebbe riduttivo qualsiasi complimento o congratulazione, rispettp aò valore del personaggio.

Non ci siamo mai occupati, se non di rimbalzo e carambola, di quest’asso del calcio mondiale che ha fatto sognare intere generazioni.

Dopo il tramonto della ‘Perla nera’ alias Edson Arantes do Nascimento, alias “Pelè”, universalmente noto come il più grande calciatore di tutti i tempi (vincitore fra l’altro, anche di tre Campionati Mondiali, unico caso della storia), è nata la stella Cruijff.

Quel ‘numero 14’, che fece impazzire le folle non solo olandesi. Chiunque masticasse ‘pallone’ non ha potuto fare a meno di esaltare le doti eccezionali fisiche, atletiche, agonistiche e spettacolari, che  soddisfacevano il palato degl’intenditori.

Un signore, dentro e fuori dal campo. Grandi calciatore e grande allenatore. Punta di diamante del così detto ‘calcio totale’ di Rinus Michels.

Considerato il padre del calcio totale, una nuova concezione tattica che supera la tradizionale divisione del lavoro in campo tra difensori, centrocampisti ed attaccanti: tutti i giocatori partecipano al gioco in tutti i suoi aspetti, con una organizzazione in cui, senza difficoltà, ogni calciatore può ricoprire una qualsiasi zona del campo a seconda delle esigenze.

L’Ansa lo descrive così:“La leggenda del calcio olandese Johan Cruyff è morto all'età di 68 anni. L'ex fuoriclasse di Ajax e Barcellona si è spento dopo una lunga battaglia contro un cancro ai polmoni. Lo ha reso noto la sua fondazione.

Cruyff, considerato un rivoluzionario nel mondo del calcio, prima da giocatore e poi da allenatore, era affetto da un anno da un cancro ai polmoni. "Il 24 marzo 2016 Johan Cruyff è morto a Barcellona, circondato dalla sua famiglia, dopo una lunga lotta contro il cancro. Chiediamo che la privacy della famiglia sia rispettata", si legge sul comunicato su Facebook.

Tre volte vincitore del Pallone d'Oro, Cruyff era stato colpito da un ictus a causa della sua dipendenza dal fumo, quando era allenatore del Barcellona. Il suo nome è sempre legato insieme a quelli di Alfredo di Stefano, Diego Maradona e Pelé nel dibattito eterno su chi sia stato il miglior giocatore nella storia. Da calciatore ha ottenuto i maggiori successi con le maglie dell'Ajax Amsterdam e del Barcellona. Con la squadra olandese ha vinto tre Coppe dei Campioni consecutive tra il 1971 e il 1973 prima di passare in blaugrana, dove è diventato un punto di riferimento prima in campo e poi in panchina, conquistando da tecnico la prima Champions League nella storia del club catalano nel 1992. Con la nazionale olandese Cruyff ha raggiunto due finali mondiali consecutive nel 1974 e nel 1978 perse contro Germania e Argentina.

"I miei pensieri vanno alla famiglia e agli amici di colui che è stato non solo uno dei più grandi calciatori nella storia di questo gioco ma anche una delle persone più belle che abbia mai conosciuto. Oggi il calcio perde un vero eroe", scrive su Instagram David Beckham”.

“Hendrik Johannes Cruijff, detto Johan e spesso scritto Cruyff al di fuori dei Paesi Bassi (in olandese [joːˈhɑn krœyf, Amsterdam, 25 aprile 1947 – Barcellona, 24 marzo 2016), è stato un calciatore e allenatore di calcio olandese, nonché dirigente sportivo.

Considerato uno dei migliori giocatori della storia del calcio e da alcuni il migliore in assoluto, foìnte Wikipedia, fu l'interprete più emblematico del calcio totale con cui l'Ajax e i Paesi Bassi di Rinus Michels rivoluzionarono la storia del calcio tra la seconda metà degli Anni Sessanta e la prima metà dei Settanta.

Nel corso della carriera ricevette vari soprannomi: il più famoso è "Profeta del gol", che ispirò il titolo del film-documentario sulla vita sportiva di Cruijff diretto da Sandro Ciotti. Il giornalista Gianni Brera lo ribattezzò invece "il Pelé bianco".

È, insieme a Michel Platini e Marco van Basten, il calciatore che ha vinto più Palloni d'oro (riconoscimento da non confondere con l'odierno Pallone d'oro FIFA) nella storia, tre: nel 1971, nel 1973 e nel 1974.

Fra Nazionale olandese e squadre di club segnò da professionista 402 gol in 716 partite ufficiali. È stato eletto secondo miglior calciatore del XX secolo dietro Pelé nella classifica stilata dall'IFFHS.

È uno dei sei allenatori ad aver vinto la Coppa dei Campioni dopo averla vinta da giocatore: detiene il record con Miguel Muñoz, Giovanni Trapattoni, Josep Guardiola, Frank Rijkaard e Carlo Ancelotti.Biografia. Un giovane Johan Cruijff nel 1965.

Nativo del quartiere Betondorp della periferia di Amsterdam, Johan era figlio di Manus Cruijff e Nel Draaijer che si erano trasferiti in via Tuinbouwstraat, dove avevano acquistato una abitazione popolare con un negozio di frutta e verdura, attività lavorativa della famiglia da alcune generazioni.

Economicamente non benestanti, Johan e il fratello maggiore di due anni Heini passarono la maggior parte dell'infanzia giocando partite di calcio con i bambini del quartiere; il piccolo Johan ebbe modo di evidenziare doti sorprendenti già a cinque anni di età.

A 12 anni perse il padre per un attacco cardiaco; subito dopo la madre dovette cedere la casa e il negozio di prodotti ortofrutticoli.

Johan ottenne per lei, dal vicepresidente dell'Ajax, un posto come donna delle pulizie allo stadio e come commessa al banco del bar della società. Le conseguenti difficoltà economiche furono notevoli, e Johan lasciò gli studi per diventare calciatore.

Venne scartato dal servizio militare per colpa dei suoi piedi piatti e della caviglia sformata.

 

Il 13 giugno del 1967, al matrimonio del compagno di squadra Piet Keizer, Cruijff conobbe Diana Margaret (Danny) Coster, fotomodella figlia del ricchissimo commerciante di diamanti Cor Coster, che diventerà suo manager. Cruijff e Danny Coster si sposarono il 2 dicembre 1968.

Hanno avuto tre figli, Chantal (16 novembre 1970), Susila (27 gennaio 1972) e Jordi, chiamato così in onore di San Giorgio, patrono della Catalogna, nato nel periodo in cui il padre giocava per il Barcellona; il nome fu registrato nei Paesi Bassi perché in Spagna vigeva ancora il franchismo, che vietava i nomi che ricordassero il nazionalismo catalano.

Dalla figlia Chantal, sposatasi con il portiere Jesús Angoy, Cruijff ha avuto il nipote Jessua Andrea, anche lui calciatore.

Il 22 ottobre 2015 fa sapere di aver contratto un tumore polmonare, che ne causa la morte il 24 marzo 2016.

Caratteristiche tecniche

Era un giocatore perfettamente ambidestro, potente e allo stesso tempo elegante: benché non ricoprisse un ruolo ben definito, poteva essere considerato un centravanti di manovra o un trequartista, che, occupandosi sia dell'impostazione della manovra sia della finalizzazione, univa a una raffinata tecnica individuale un'impressionante velocità: questo gli permetteva di partire palla al piede e, soprattutto nei primi metri di scatto, di rendersi insidioso per ogni difensore quanto immarcabile per ogni mediano, grazie anche a un dribbling efficacissimo.

Tatticamente molto duttile, di ottima tenuta atletica ed estremamente generoso, queste doti lo rendevano un instancabile corridore, capace di salvare il pallone sulla propria linea di porta o di pressare gli attaccanti avversari con temperamento e carisma, per poi, riconquistata la palla, continuare l'azione tessendo le trame del gioco e andando al tiro nell'area di rigore avversaria.

In poche parole il più forte olandese di sempre; l' olandese volante.

Carriera. Giocatore. Club. Gli inizi all'Ajax. Tra i giocatori e i dirigenti dell'Ajax Amsterdam, Johan divenne presto popolare e sempre più spesso riceveva in regalo il biglietto per assistere alle partite casalinghe degli ajacidi.

Un giovane Cruijff nel 1969, assieme all'italiano Morini, durante l'amichevole di Torino fra Juventus e Ajax.

Entrò a far parte del settore giovanile dell'Ajax nel giorno del suo decimo compleanno, insieme al fratello Hendrik detto Heini: il fratello stopper, lui mezzala.

Vic Buckingham, allenatore della prima squadra dell'Ajax, si prese cura della preparazione atletica del ragazzino, impostando per lui uno specifico programma di rafforza­mento consistente nell'allenarsi con sacchetti di zavorra di quattro chili, ciascuno infilato nella giubba della tuta.

Nonostante i problemi familiari, il giovane Cruijff segna 74 reti nel suo primo campionato ufficiale a livello giovanile.

A 14 anni Johan vince il suo primo campionato, nella categoria Allievi.

A 16 firma il primo cartellino con l'Ajax. In prima squadra debutta il 15 novembre 1964 in Groningen-Ajax (1-3). La settimana successiva realizza il suo primo gol nel 5-0 interno contro il PSV.

L'arrivo di Michels e l'era del calcio totale

Nel gennaio 1965 l'Ajax è vicina alla zona retrocessione e, nello stesso periodo, subisce una sconfitta contro i rivali del Feyenoord per 9-4, risultato che porta all'esonero l'allenatore Vic Buckingham: a prenderne il posto, all'indomani del pareggio nel derby con il DWS Amsterdam nella partita successiva, fu Rinus Michels, ex centravanti trentottenne dell'Ajax e della Nazionale olandese.

Fu così che per Cruijff e la squadra iniziò una nuova era, quella del Calcio totale.

Dopo aver evitato la retrocessione nel 1964-1965 la squadra avviò un ciclo contrassegnato da tre vittorie consecutive in campionato e una in Coppa d'Olanda.

Pur non essendo un attaccante puro, Cruijff segnava con regolarità, e arrivò a realizzare 33 gol in 30 partite nel torneo 1966-1967.

Il 1969 fu l'anno della prima finale in Coppa dei Campioni contro il Milan di Nereo Rocco, persa per 4-1; il Milan si dimostrò più esperto e vinse nettamente; Gianni Rivera giocò una magnifica partita ma anche Cruijff impressionò gli osservatori per il suo dinamismo, la sua velocità e la sua personalità in campo.

 Nel 1970 inizia a indossare la famosa maglia numero 14: Gerry Muhren, suo compagno di squadra, racconta infatti che Cruijff di solito indossava il 9, ma un giorno, prima di una gara di campionato, non si riuscì a trovare la maglia di Muhren.

Allora Cruijff gli cedette il suo 9 e si prese il 14: l'Ajax vinse con facilità e da quel momento Cruijff indossò la maglia contrassegnata dal numero 14.

 

Cruijff offre un'altra versione dell'episodio: sostiene che l'Ajax in quella stagione decise di adottare una numerazione personalizzata: i giocatori avrebbero mantenuto lo stesso numero appunto per tutta la stagione.

Ma Cruijff era infortunato. Quando tornò in campo era disponibile solo il numero 14 che, da quel momento, divenne il suo portafortuna

Nel 1971 la società olandese ottiene la prima vittoria della sua storia in Coppa dei Campioni, battendo in finale per 2-0 il Panathīnaïkos allenato da Ferenc Puskás.

Cruijff fornì l'assist per il gol di Arie Haan. Cruijff verrà poi premiato con il suo primo Pallone d'oro.

Nella stagione 1971-1972 la squadra ottiene la cosiddetta "tripletta" (vittoria nazionale, europeo e mondiale). I lancieri arrivarono in finale di Coppa dei Campioni 1971-1972 contro l'Inter di Sandro Mazzola, giocando la finale a Rotterdam in casa dei rivali del Feyenoord.

Cruijff fu il principale protagonista di questo match e, nonostante la stretta marcatura ad uomo di Gabriele Oriali, disputò una rimarchevole partita realizzando entrambi i goal del 2-0 finale che sanzionò la netta vittoria dell'Ajax. La coppa nazionale fu vinta contro l'ADO Den Haag per 3-2.

Anche la stagione successiva è ricca di prestigiosi successi: l'Ajax vince ancora il campionato e la Coppa dei Campioni (battendo in finale la Juventus 1-0 con rete di Johnny Rep) per la terza volta consecutiva.

Tra il 1965 e il 1973 vince complessivamente sei campionati, tre Coppe dei Campioni, una Coppa Intercontinentale e una Supercoppa UEFA.

Il passaggio al Barcellona

Nell'estate del 1973 la Spagna riapre le frontiere ai calciatori stranieri; Real Madrid e Ajax si accordano segretamente, ma Johan è restio ad accettare il passaggio alle "merengues": vuole andare al Barcellona per mantenere la promessa fatta tre anni prima al presidente blaugrana Montal.

Cruijff si dichiara pronto a lasciare il calcio nel caso non andasse a buon fine il suo passaggio al Barcellona, e così viene effettuato un primo contatto fra le due società durante un torneo estivo a La Coruña. Van Praag, presidente dell'Ajax, cerca di rilanciare il più possibile, mentre Cruijff inizia la stagione giocando con l'Ajax; la firma del contratto arriva il 13 agosto 1973 (il 22 agosto per altri), ponendo così fine a una lunga trattativa.

Cruijff con la maglia del Barcellona

Nel 1973 venne ceduto al Barcellona per la cifra di tre milioni di fiorini olandesi, poco più di un miliardo di lire dell'epoca, firmando un contratto da un miliardo e trecento milioni di lire: lo stesso anno i colossi assicurativi dei Lloyd's di Londra assicurarono le gambe di Cruijff per due miliardi e mezzo.

Al Barcellona veste la maglia numero 9 (invece del suo 14) e ritrova anche come allenatore Rinus Michels.

A causa di problemi legati alla definizione del contratto (curata dal suocero miliardario, il commerciante di diamanti Cor Coster), Cruijff riesce a debuttare solo il 28 ottobre 1973, quando la squadra blaugrana è penultima in classifica (con 3 sconfitte sulle 7 gare disputate) ed è già stata eliminata al primo turno della Coppa UEFA 1973-1974.

Johan Cruijff debutta nella Liga nel Camp Nou segnando due reti ed il Barcellona vince per 4-0 sul Granada.

Il Barcellona non vince la Liga da 14 anni, dai tempi di Helenio Herrera, Luisito Suárez, László Kubala ed Evaristo de Macedo: l'inizio di stagione fa pensare a un'annata di transizione; seguirono poi 10 vittorie di fila, con un totale di 26 partite senza sconfitte.

Il 22 dicembre 1973 segna una rete con una rovesciata di tacco nella vittoria, per 2–1, contro l'Atletico Madrid, gol che gli frutterà il soprannome di "Olandese volante".

Il 16 febbraio 1974 il Barcellona batte il Real Madrid al Santiago Bernabéu con un 5-0: la stagione 1973-1974 si chiude con la vittoria della Liga e con 16 reti per l'olandese (suo record personale di marcature in una edizione del torneo spagnolo).

La stagione 1973-1974 si chiude con Germania Ovest 1974 che vede ancora Cruijff protagonista: la sua "arancia meccanica", guidata come il Barcellona dal maestro Rinus Michels, raggiunge la finale ma perde contro i padroni di casa della Germania Ovest.

Questa è stata senz'altro la miglior stagione per Cruijff, tanto da ricevere nel 1974 il suo terzo Pallone d'oro. In questa stagione, considerando tutte le competizioni, ha disputato 52 partite segnando 32 reti.

Nella stagione 1974-1975 il Barcellona si classifica al terzo posto, dietro a Real Madrid e Real Saragozza. Con la partenza di Rinus Michels iniziano i primi problemi per il Pelé Bianco: arriva Hennes Weisweiler.

Il braccio di ferro fra allenatore e giocatore continua per tutta la stagione: Weisweiler considera l'olandese un giocatore qualsiasi, mentre questi vuol essere al centro della scena.

Alla fine il tedesco viene esonerato e viene richiamato Michels. La sconfitta alle elezioni di Montal e altri fattori lo portano ad annunciare il ritiro dalle scene calcistiche a 31 anni.

Cruijff nella fugace esperienza al Milan, nel Mundialito per club 1981.

A sollecitarlo al ritorno all'attività è il suo manager nonché suocero Cor Coster. Decide così di andare a giocare nella NASL.

L'avventura americana ebbe inizio con i New York Cosmos, tuttavia dopo aver disputato due amichevoli decise di non proseguire la sua avventura con i newyorchesi, infatti nel 1979 firma per i Los Angeles Aztecs un contratto da 3 miliardi e mezzo di lire più le percentuali sugli incassi di 2 anni.

L'anno successivo veste la maglia dei Washington Diplomats. Dopo due stagioni in America, Cruijff ritorna in Spagna per vestire la maglia del Levante, nella seconda divisione spagnola: con gli spagnoli gioca una stagione disputando una decina di partite.

Il 16 giugno 1981 disputa la prima partita del Mundialito per club, vestendo contro il Feyenoord la maglia del Milan, neopromosso in Serie A.

Cruijff, reduce da un'operazione agli adduttori della gamba sinistra sole tre settimane prima, appare in cattive condizioni: si segnala solo per un assist ad Antonelli, tanto che a fine primo tempo viene sostituito da Francesco Romano.

Fu l'unica sua apparizione in quel Mundialito, e il passaggio ai rossoneri non si concretizzò.

Il 6 dicembre del 1981 torna a vestire la maglia dell'Ajax che, al De Meer, batte 4-1 l'Haarlem; nella stessa partita realizza un gol.

Assieme ai giovani Frank Rijkaard e Marco van Basten disputa altre due stagioni (solo una con il secondo), vincendo due campionati e una coppa.

In totale con i lancieri disputa 275 partite di campionato con 205 reti prima di passare al Feyenoord Rotterdam della matricola Ruud Gullit nell'estate del 1983, esperienza che lo vede giocare in un inedito ruolo di libero vincendo il campionato, il nono, e la Coppa d'Olanda, la sesta della sua carriera.

Nazionale

Nazionale giovanile e i problemi con la nazionale maggiore

Il 24 marzo 1965, a Leeuwarden, Cruijff debutta nella Nazionale Giovanile per gli Europei di categoria.

A 19 anni vince il campionato ed esordisce con la Nazionale: la partita è Olanda-Ungheria che termina 2-2 e Cruijff realizza una rete. Alla seconda partita, un'amichevole con la Cecoslvacchia disputata il 6 novembre 1966, è protagonista del discusso episodio del pugno all'arbitro.

Per questo evento Cruijff diventa il primo giocatore espulso della storia della selezione arancione; il giocatore cercò di discolparsi ma ricevette ugualmente un anno di squalifica, sanzione che peraltro venne ridotta a sei mesi, ma che la­sciò il segno nei suoi rapporti con la Nazionale: Cruijff ebbe sempre un rapporto complicato con la selezione olandese e per il suo carattere difficile entrò in contrasto con alcuni giocatori, in particolare Piet Keizer, che non accettavano la sua dominante influenza.

Gli fu assegnata per la prima volta la fascia di capitano verso la fine del 1971.

Il Mondiale dell'Arancia Meccanica

Cruijff nel 1973 con la nazionale di calcio olandese.

Il mondiale di Germania Ovest 1974 vede l'Olanda segnalarsi per l'applicazione del cosiddetto calcio totale.

Il girone di qualificazione venne superato con gli oranje che esordiscono con vittoria, 2-0 sui due volte campioni dell'Uruguay; dopo il pareggio senza reti contro la Svezia, Cruijff guida i suoi ad un 4-1 sulla Bulgaria: realizza due assist e si procura il rigore poi realizzato da Neeskens.

Nella seconda fase l'Olanda supera altre due squadre: l'Argentina viene travolta da un 4-0, con il capitano che segna una doppietta e serve altri due assist. Segue la Germania Est: 2-0 con gol di Johnny Rep e Arie Haan.

Cruijff inseguito da Berti Vogts nella finale dei mondiale del 1974

All'Olanda per raggiungere la finale di Monaco basterebbe un pareggio con i campioni in carica del Brasile, ma Cruijff non si accontenta: nonostante le frequenti provocazioni dei brasiliani, fornisce a Neeskens un assist rasoterra per l'1-0 e realizza il gol del raddoppio in spaccata su assist di Rensenbrink.

Il 7 luglio si gioca la finale all'Olympiastadion di Monaco contro la Germania Ovest: dopo 2 minuti Cruijff si guadagna un calcio di rigore, trasformato da Neeskens.

 

I tedeschi raggiungono il pari con un altro rigore, realizzato da Paul Breitner; Cruijff, è marcato strettamente da Vogts.

 Allo scadere del primo tempo, Bonhof, avanzando lungo la fascia destra, supera Haan in dribbling e crossa al centro verso Müller, che realizza il gol del sorpasso. Cruijff viene ammonito dall'arbitro per proteste durante il rientro negli spogliatoi.

Nella ripresa gli arancioni premono, ma il risultato rimane invariato ed i tedeschi sono Campioni del Mondo.

Il fallimento agli Europei e l'addio alla Nazionale

La Nazionale olandese si presenta agli Europei 1976 in Jugoslavia con l'intenzione di puntare al titolo, ma anche questa impresa non si conclude positivamente: liti interne allo spogliatoio tra Cruijff e Van Hanegem danneggiano irrimediabilmente l'affiatamento della squadra che si classifica al terzo posto.

Nonostante una prestazione sommariamente di buon livello (segnando anche un gol a pallonetto dai pressi dell'out contro il Belgio) Cruijff, dopo aver guidato l'Olanda alla qualificazione ai Mondiali in Argentina, annuncia la sua scelta di non voler partecipare alla fase finale di questi ultimi, decisione presa in seguito al sequestro subito a Barcellona a danni suoi e della sua famiglia, e, successivamente, per protesta contro il governo militare argentino.

In una successiva intervista al canale televisivo Sky affermò invece che la decisione di non partecipare ai mondiali argentini non dipese dalla situazione politica di quel Paese (il calciatore olandese ricordò, nell'intervista, che anche in Spagna, dove giocò, ci fu una dittatura militare) quanto piuttosto dal fatto che aveva deciso di smettere, non avendo più la motivazione tale da permettergli di dare tutto per la Nazionale.

Allenatore. Ajax. Duecento giorni dopo il suo secondo e definitivo ritiro dall'attività agonistica Cruijff viene chiamato il 6 giugno 1985 dall'Ajax per sostituire Leo Beenhakker nel ruolo di tecnico, nonostante Cruijff non avesse un patentino da allenatore.

Con l'Ajax vince due Coppe d'Olanda consecutive, nel 1986 e nel 1987, e la Coppa delle Coppe, conquistata ad Atene il 13 maggio 1987 contro i tedeschi del Lokomotiv Lipsia per 1-0 con gol di Van Basten: erano quattordici anni che l'Ajax non raggiungeva il trionfo in una competizione europea. Il 4 gennaio 1988 lascia l'incarico.

Barcellona

Ripetendo il viaggio che aveva fatto da calciatore, Cruijff lascia l'Ajax per sedere sulla panchina del Barcellona il 5 maggio 1988; inizia così a ricostruire dalle fondamenta la squadra, facendo cedere una dozzina di giocatori (tra cui il tedesco Bernd Schuster) e spendendo due miliardi di pesetas per l'acquisto di nuovi elementi: Miquel Soler, José Mari Bakero, Txiki Begiristain, Ernesto Valverde, Ricardo Serna, Juan Carlos Unzué, Jon Andoni Goikoetxea, Eusebio Sacristán, Julio Salinas, Aloísio Pires Alves e Luis María López Rekarte .

Negli otto anni alla guida della squadra Cruijff fondò l'ossatura della formazione su giocatori come Josep Guardiola, José Mari Bakero, Txiki Begiristain, Guillermo Amor, Jon Andoni Goikoetxea, Ronald Koeman, Michael Laudrup e Hristo Stoičkov, votato Pallone d'oro 1994.

Sotto gli otto anni della sua gestione i catalani ottengono risultati mai raggiunti nel corso della loro storia, vincendo per quattro volte consecutive la Liga Spagnola, una Coppa del Re nel 1990, una Coppa delle Coppe e arrivando alla conquista della loro prima Coppa dei Campioni, battendo per 1-0 la Sampdoria di Gianluca Vialli e Roberto Mancini allo Stadio Wembley di Londra con gol di Koeman dopo 112 minuti di gioco.

Ad Atene il 18 maggio 1994 Cruijff perde per 4-0 la Champions League contro il Milan di Capello, grazie alle reti di Massaro (doppietta), di Savicevic e Desailly. Lascia il club il 18 maggio 1996.

I problemi di salute e il ritorno come allenatore della Catalogna

Nel 1996 annuncia il suo ritiro dagli scenari internazionali del calcio a causa dei ripetuti infarti patiti nel corso degli anni novanta.

Il 2 novembre 2009 torna ad allenare dopo quattordici anni di assenza: la nuova sfida lo vede nelle vesti di allenatore della selezione catalana. L'esordio è vincente: il 22 dicembre del 2009, al Camp Nou di Barcellona, la Catalogna batte in amichevole l'Argentina di Maradona per 4-2.

Il 2 gennaio 2013 guida per l'ultima volta la selezione catalana nel pareggio 1-1 con la Nigeria. Dopo la partita giocata all'Estadio Cornellà-El Pra, infatti, si dimette e conclude definitivamente la sua carriera da tecnico.

Dirigente

Il 20 febbraio 2008 diventa dirigente dell'Ajax con Marco van Basten allenatore.

Il 26 marzo 2010 il Barcellona annuncia ufficialmente la sua nomina come presidente onorario del club, nomina revocatagli il 1º luglio 2010 in seguito all'arrivo del nuovo presidente Sandro Rosell.

Nuovamente Ajax

L'11 febbraio 2011 torna all'Ajax nelle vesti di dirigente. La nuova avventura ad Amsterdam provoca una serie di polemiche all'interno della società, tali da spingere Rik van den Boog, direttore generale, alle dimissioni.

Dal 7 giugno seguente diventa membro del consiglio dirigenziale dell'Ajax insieme a Edgar Davids e sotto la nuova presidenza di Steven ten Have.

A novembre di questo anno Cruijff si lamenta di non essere stato informato dell'ingaggio dei nuovi dirigenti Louis van Gaal, Martin Sturkenboom e Danny Blind, commentando così la decisione del consiglio direttivo: "Qui sono impazziti".

A Edgar Davids inoltre avrebbe detto: "Sei qua solo perché sei nero".

Il 28 novembre Cruijff insieme agli allenatori del vivaio Wim Jonk, Dennis Bergkamp, Bryan Roy, Ronald de Boer, John Bosman, Jaap Stam, Marc Overmars, Michel Kreek, Orlando Trustfull e Dean Gorré ha annunciato che avrebbe adito le vie legali, ritenendo che gli ingaggi dei tre nuovi dirigenti possano modificare l'impostazione tecnica adottata dal club.

Il giorno successivo Rob Been, presidente del consiglio direttivo, a nome del consiglio di amministrazione ha chiesto a Cruijff di lasciare il club.

Una giunta elettorale provvisoria ha guidato il club fino al 12 dicembre, quando è stato eletto il nuovo consiglio al posto dei cinque attuali membri del board, invitati a lasciare la società.

Il 7 febbraio 2012 è stata pronunciata la sentenza secondo la quale la nomina di van Gaal a direttore generale dei lancieri sarebbe stata irregolare e così il 10 febbraio il board (quattro consiglieri più Cruijff, che resta come consulente) si è dimesso insieme a Martin Sturkenboom e Danny Blind. Il 10 aprile 2012 lascia la carica di dirigente.

Il 15 febbraio 2012 viene presentato come nuovo direttore generale dei Chivas, squadra del campionato di calcio messicano in crisi di risultati.

Il presidente Jorge Vergara gli affida pieni poteri sulle scelte della società. Tra le prime decisioni prese da Cruijff, c'è quella di portare in Messico come nuovo allenatore della squadra John van 't Schip. Con Cruijff al timone, i Chivas falliscono per due volte l'accesso alla Liguilla, la fase finale del campionato messicano.

Il 2 dicembre 2012, dopo pochi mesi dal suo arrivo, la squadra messicana con un comunicato annuncia che il contratto di Cruijff è stato sciolto per non aver conseguito gli obiettivi preposti.

Tornato all'Ajax come consulente, lascia questo incarico il 16 novembre 2015 per divergenze con la società.

Cruijff nella cultura di massa

L'8 luglio 1974, settimane dopo il secondo posto nella Coppa del Mondo del 1974, Cruijff viene investito del titolo di Cavaliere della Casa d'Orange e diviene membro onorario della Reale Federazione Calcistica dei Paesi Bassi.

Nel 2004, è stato eletto come sesto olandese più grande della storia.

In occasione del suo sessantesimo compleanno, l'Ajax ha ritirato la maglia numero 14. Tale numero gli fu consentito anche nella Nazionale olandese, ma non nel Barcellona, perché la Federazione spagnola, che all'epoca prevedeva per le maglie dei giocatori titolari la numerazione dall'1 all'11, gli negò la deroga.

Cruijff scelse il numero 9, ma sotto la prima maglia del Barcellona ne indossava un'altra con il numero 14.

Curiosamente, durante il campionato mondiale di calcio 1974, Cruijff, "uomo immagine" della Puma, scese in campo vestendo una versione particolare della divisa sponsorizzata Adidas, partner ufficiale della Nazionale olandese: la maglia presentava due sole strisce sulle maniche, rispetto alle classiche tre della casa tedesca.

Un planetoide (il numero 14282) è stato ribattezzato Cruijff in suo onore.

Impegno nel sociale

Dopo i due by-pass nel 1991 è diventato testimonial di una celebre campagna antifumo: «Nella mia vita ho avuto solo due vizi: uno, il calcio, mi ha dato tutto, l'altro, il fumo, stava per togliermelo» recita lo slogan.

Cruijff ha dato vita ad una fondazione benefica, la Johan Cruijff Foundation, con scuole di calcio e tornei di calcio a sei patrocinati dal quotidiano De Telegraaf.”

Domenico Salvatore

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