Bova Marina sotto shock per l'incidente al bus carico di parenti ed amici sull'Autostrada del Sole nella notte di San Silvestro

02.01.2016 15:29

Sul pullman della ditta Federico, non c'erano bambini. Tre persone sarebbero in condizioni più serie, in particolare una donna è stata trasferita stamani a Roma per una grave ferita a un braccio.  Il bus era diretto a Torino e proveniva da Reggio Calabria.

BOVA MARINA SOTTO SHOCK PER L’INCIDENTE DEL BUS  SULL’A1 IN CIOCIARIA:DICIOTTO FERITI DI CUI TRE GRAVI

Domenico Salvatore

Il postiglione, non è riuscito ad impedire che la carrozza con i ‘dodici passeggeri’, finisse nella polvere. Tragedia di San Silvestro sfiorata al Km 609 dell’A 1, ma quanta paura per i viaggiatori e panico per i parenti in attesa di notizie, nelle città del Nord: Firenze, Bologna, Milano, Torino ecc ed al Sud. Le novelle, specialmente quelle cattive, volano, in tempi d’internet, di smartphone in smartphone. Una comunicazione spiacevole è arrivata, in tempo reale a Bova Marina, piccola capitale della cultura sulla Costa Jonica reggina. E nell’ex Capitale del Regno d’Italia, sotto il Duomo, la Basilica, il Battistero e la Torre degli Asinelli. Il bus che sbanda, poi si piega su un fianco ed è Apocalipse now. Ma la Guerra del Vietnam, non "c’azzecca". I Premi Oscar per sonoro e fotografia  e Palma d’oro di Cannes, nemmeno. Urla e gridi di aiuto, dolore e disperazione, rumore sordo di lamiere contorte e di vetri infranti; l’odore acre di componenti della carrozzeria e del motore. Ma per fortuna il gigante a due piani, non s’incendia. In men che non si dica arrivano il 112, 113, 114, 115, 117, 118…Urlo di sirene che squarciano l’aria: Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco e mezzi dell’Anas. Ambulanze provenienti dai vicini ospedali per il ricovero dei feriti in codice giallo e rosso. Il traffico paralizzato, la colonna di automezzi, il freddo cane, il disagio fisico e morale, la batteria dei telefonini in entrata ed uscita, le agenzie di stampa, radio, televisione, giornali. In sottofondo il dramma dell’Area Grecanica se non Locride, quella misera parte della Calabria, ’sprofondo’ sud. Tagliata fuori da ogni comunicazione (niente aeroporti, niente autostrada, niente ferrovia) è costretta ad affidarsi  a ‘ciò che passa il convento’. Un’autobus di linea per collegarsi ai parenti, familiari, amici e conoscenti. Per trascorrere qualche giorno insieme. Uno scambio di doni e di idee; dialogo funzionale ed efficace, per rinsaldare i vincoli di amicizia. E per “rivedere” il film del passato come lo cantava Josè Feliciano … ‘Paese mio che stai sulla collina/ disteso come un vecchio addormentato/ la noia l'abbandono/ il niente son la tua/ malattia/ paese mio ti lascio e vado via/… Oppure Toto Cutugno…”al mio paese c’e’ festa che festa che festa/tutti in piazza ed affacciati alla finestra/rivoglio il mio paese la chiesa le case/e la maestra che coltiva le sue rose/Al mio paese si balla si balla si balla/dalla notte fino all’alba con la luna piena/rivoglio il mio paese, quella gente che respira amore/e quello stagno che per noi bambini sembrava il mare/al mio paese c’e’ festa che festa che gran festa/tutti vestiti per bene e un po’ fuori di testa/rivoglio il mio paese, la giostra, il barbiere/e il dottore di tutti, il prete e il carabiniere/ma e’ solo un sogno e niente piu’/che bella la mia gioventu’/…”.Un flash dell’Ansa informa…”I passeggeri partiti dal centro grecanico, erano diretti a Torino, per le festività natalizieUn autobus a due piani con 60 passeggeri si è ribaltato la scorsa notte sulla A1 tra Ferentino e Anagni. Nell'incidente del bus, che era partito dalla Calabria ed era diretto nel nord Italia, sono rimaste ferite 18 persone, delle quali 3 gravi, ricoverate in 'codice rosso'. Sono in corso gli accertamenti, ma dalla prima ricostruzione il mezzo ha sbandato e poi si è ribaltato non coinvolgendo altri veicoli. Il personale del 118 di Frosinone si è occupato complessivamente di 44 feriti, nessuno dei quali sarebbe in pericolo di vita, anche se 10 persone sono state ricoverate in codice rosso in vari ospedali della zona in seguito all'incidente verificatosi la scorsa notte scorsa sull'A1 vicino ad Anagni, in provincia di Frosinone. Sul pullman non c'erano bambini. Tre persone sarebbero in condizioni più serie, in particolare una donna è stata trasferita stamani a Roma per una grave ferita a un braccio.  Il bus era diretto a Torino e proveniva da Reggio Calabria.”. Sulla carreggiata in ordine sparso: valigie, trolley, 24 h, borse e borsoni, zainetti e scatoli pieni di panettoni, torroni, petrali, stomatico, salame, crespelle, pane “curcuci”, vino, spumante, champagne ed ogni altro ben di Dio. I primi tam-tam, sono allarmistici, ma poi, per fortuna si sgonfiano. Rimane il disagio del “come tornare” a casa giù in Calabria od in Toscana, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte. Sebbene la ditta di trasporti, abbia messo a disposizione dei passeggeri, mezzi sostitutivi per raggiungere le destinazioni programmate. L’importante comunque, è conservare la cotenna . Con la ghirba intatta, si potrà raccontare agli amici, parenti e conoscenti, la  brutta avventura e questa non è una bufala od una leggenda metropolitana. Ultimo rantolo del mostruoso anno, che stava per morire. Le forze di polizia hanno stilato il loro referto. Incidente stradale, provocato da un guasto meccanico o strutturale? E perfino, da un colpo di sonno di uno dei due guidatori, che si avvicendavano ogni due ore, tra le varie ipotesi al vaglio delle forze dell’ordine, pompieri compresi. Domenico Salvatore

 

   

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