BOVA MARINA EVENTI. PINACOTECA A BOVA MARINA. NADIA CRUCITTI SCRITTRICE

30.01.2016 12:08

 

Bova Marina, proseguono gli appuntamenti dell'Associazione "Le Muse"

di Francesca Martino

Continuano gli appuntamenti domenicali del “Laboratorio delle Arti e delle Lettere - Le Muse” di Reggio Calabria che per questa settimana prevedono una trasferta fuori sede ed esattamente a Bova Marina.

Il 31 gennaio alle ore 18, infatti, dichiara Giuseppe Livoti – presidente Muse, saremo presso la Sala Conferenze dell’Istituto Regionale Superiore di Studi Ellenofoni del Comune di Bova Marina per un evento condiviso, organizzato insieme all’associazione “La Voce del Sud”.

Non è un caso che la manifestazione si terrà presso la nota sede di Piazza Municipio, poiché alcuni ambienti ospitano la Pinacoteca Civica, una raccolta di opere che sin dal 2007 fanno parte di una collezione resa fruibile visivamente, solo in parte. Durante l’allora amministrazione Zavettieri ed essendo assessore alla cultura Rosa Pizzimenti,  fu istituita tale realtà poiché, nell’area ionica era viva e lo è ancora oggi, la presenza di numerosi artisti, anche rappresentativi che costantemente partecipavano a mostre ed estemporanee; fu così che mi venne l’idea, continua Livoti ( oggi presidente di tale relatà) di proporre al comune una raccolta di opere, che potesse essere messa a servizio della collettività e dimostrasse le diverse tipologie di linguaggi della provincia reggina.

Nell’appuntamento prossimo de “Le Muse” si parlerà infatti di “Pinacoteca civica a Bova Marina…tra donazioni e territorio”, poiché alcuni artisti hanno proprio fatto la richiesta di consegnare un’ opera rappresentativa, come testimonianza del loro operato.

Nel corso dell’evento, oltre  a tale gesto, varie personalità della zona, parleranno delle potenzialità, della vocazione turistica dei vari territori ricatalizzando l’attenzione dei flussi turistici.

I saluti saranno affidati al sindaco Vincenzo Crupi, al consigliere provinciale Pierpaolo Zavettieri, al presidente ass. La Voce del Sud – Giuseppe Cilione mentre interverranno Giuseppe Livoti – presidente Muse e direttore Pinacoteca di Bova Marina, Saverio Zuccalà– direttore responsabile La Voce del Sud, Salvatore Dieni – storico, Carmine Verduci – presidente Pro Loco di Brancaleone.

Grande attenzione verrà data alla consegna pubblica delle opere con gli artisti presenti in sala che firmeranno un atto di -affido- all’amministrazione comunale.

Il sodalizio Muse sarà presente sin dal primo pomeriggio a Bova poiché impegnato in un tour che comprenderà la conoscenza delle bellezze paesaggistiche, ambientali ed architettoniche partendo proprio dalla famosa  “Rocca San Pasquale”.

Bova Marina, la scrittrice Nadia Crucitti incanta il pubblico

DI Francesca Martino
“A tutti quelli che dissero di no, anche solo nel cuore” ha dichiarato la scrittrice reggina Nadia Crucitti in occasione della discussione del suo libro “Berlino 1940. La Convocazione” Edizioni Città del Sole, avvenuta nella serata di ieri 29 gennaio alle ore 17:00 presso la Sala Conferenze IRSEC a Bova Marina.
Un focus intenso di riflessioni, che ha rimarcato più volte l’importanza di “ricordare” Il Giorno della Memoria , che non vuole essere un omaggio alle vittime, ma una presa di coscienza collettiva del fatto che l’uomo è stato capace di questo. Non è la pietà per i morti ad animarlo, ma la consapevolezza di quello che è accaduto. Che non deve più accadere, ma che in un passato ancora molto vicino a noi, nella civile e illuminata Europa, milioni di persone hanno permesso, che accadesse.
Alla tavola rotonda moderata da Francesca Martino, presenti l’Assessore alla Cultura, Dott.ssa Maria Luisa Ollio, Dott.ssa Antonella Cuzzocrea, Citta’ del Sole Edizioni e la scrittrice Nadia Crucitti. Un pubblico attento e numeroso che ha partecipato alla delicata tematica, resa interessante dai ricchi spunti di riflessioni offerti dai relatori.
“E’ disumano pensare che un uomo può trattare un suo simile come una bestia – ha dichiarato l’Assessore alla Cultura, Maria Luisa Ollio – i valori di civiltà, rispetto e tolleranza devono essere basilari per una civica convivenza”.
Pensiero largamente condiviso da Antonella Cuzzocrea, Citta’ del Sole Edizioni, che ha sottolineato la maestria dell’autrice a ricercare le informazioni in maniera certosina, per ricostruire i fatti del testo e il filo conduttore pedagogico del libro, sottolineando la necessità che i giovani sappiamo che senza memoria un Paese non ha anima e dunque è fondamentale che proprio i più giovani possano riconoscere ‘l’odore’ della Shoah, ‘l’odore’ delle deportazioni e delle leggi razziali, l’odore’ del male per prenderne coscienza, comprendere che l’umanità può produrre anche la negazione dei principi fondamentali su cui si regge ogni società umana. Questo assunto è stato rappresentato subito attraverso un breve filmato in ricordo delle vittime dell'olocausto.
“L’idea di scrivere questo libro nasce anche da un fatto personale che mi lega a quel tragico periodo storico e precisamente alle vicissitudini di mio padre, ufficiale italiano, fatto prigioniero dai Tedeschi e deportato anch’egli in un campo di concentramento – ha affermato Nadia Crucitti – è fondamentale che l’artista, giornalista, scrittore abbia sempre impresso dentro di sé una visone etica di comportamento da trasmettere al mondo, la libertà di pensiero è fondamentale per una società civile”.
Nel corso dell’incontro sono stati sottoposti all’attenzione del pubblico alcuni passi del libro come  il rogo dei libri, che sono stati concepiti per eliminare "lo spirito non tedesco" e vennero organizzati dalle Associazione degli studenti tedeschi, che simboleggiano la volontà della dittatura ha distruggere la cultura, una forma di censura basata sull’opposizione formativa, religiosa, o politica a quelle opere che è stato un tentativo di uniformare la comunità letteraria. “La promozione della cultura “ariana” e la soppressione di altre forme artistiche rappresentavano un altro aspetto dello sforzo nazista di “purificare” il paese - ha rimarcato Nadia Crucitti -Naturalmente, numerosi furono gli scrittori ebrei le cui opere vennero date alle fiamme, tra i quali alcuni degli autori contemporanei più noti, come Franz Werfel, MaxBrod e Stefan Zweig”.
“Nel romanzo racconto la storia di un uomo -sottolinea la scrittrice - e di una nazione che preferirono, davanti all’instaurarsi di una dittatura che aveva già in sé i germi del sistema criminale, non vedere e non sentire, mettendo a tacere la propria coscienza ed evitando di scegliere.
Vi è narrata la storia vera dell’attore e regista Viet Harlan divenuto famoso grazie ai suoi rapporti con il potere, ed amico personale del nazista Goebbels, Ministro della Propaganda nazista, che lo obbligherà a girare nel 1940, in pieno conflitto bellico, Jud Süss, il film assurto a simbolo dell’antisemitismo, vero e proprio strumento di propaganda della persecuzione contro gli ebrei”.

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