Alla memoria del Dott. Carmelo Saverio Pizzi

27.11.2015 15:27

 di  Mimmo Musolino          

Quando sono venuto a conoscenza che il prossimo Sabato 28 Novembre  alle ore 17,00 presso la sede della Delegazione Municipale di Condofuri Marina ,  nel contesto di un convegno “ Condofuri ricorda la sua storia “ , moderato dal giornalista Giuseppe Toscano , si sarebbe intitolata la sede della stessa Delegazione Municipale della Marina di Condofuri , popoloso ed importante abitato  sito al centro geografico  dell’area grecanica ,  alla memoria del Dott. Carmelo Saverio Pizzi medico, ed ex sindaco di Condofuri e sicuramente il più importante ed influente uomo politico dell’area grecanica da tantissimi  lustri .                                                                                                                

Difatti egli oltre ad essere, per anni, sindaco di Condofuri ha ricoperto l’incarico, con eccellenti risultati , di Presidente del Consorzio del Bergamotto  ( incarico ora ricoperto dal cugino avvocato Ezio Pizzi che ne sta rinverdendo e rigenerando  gli allori  di quel tempo) e soprattutto egli è stato  l’ultimo grande presidente del Consiglio di Amministrazione  dell’Ospedale generale “ T. Evoli ” di Melito P.S.                        

Sono infiniti gli episodi e gli aneddoti  che si accavallano nella mia mente pensando al dottore Carmelo Saverio Pizzi  , ad iniziare da come ho avuto modo di conoscerlo .             Da qualche mese , era l’anno 1970 , ero stato designato a Segretario coordinatore delle Casse Mutue Coldiretti della fascia Jonica, da Motta San Giovanni  fino a Brancaleone, Ferruzzano, Bruzzano Z. e Staiti  ,tra la sorpresa generale dovuta  alla mia giovane età , avevo  23 anni , ma un corso a Roma presso la Federazione Nazionale ,frequentato con successo , aveva agevolato questa nomina.                                                                              

Un giorno mi telefona il Direttore provinciale,  il  Commendatore Giuseppe Primavera, il quale mi dice che doveva andare a trovare, con urgenza il dott. Pizzi. Io l’aspetto a Melito e , con la mia vecchia 600 , ci mettiamo in marcia verso Condofuri, il direttore dava per scontato che io sapevo dove era situata l’abitazione del dottore Pizzi, ma in effetti io non lo sapevo.  Il direttore mi apostrofò con un gran rimprovero ed io  pensavo che la cosa sarebbe finita con quella occhiataccia e rimprovero.         

Quando arrivammo nella abitazione del dottore Pizzi , una grande ed antica abitazione in mezzo ai bergamotteti, vigneti ed uliveti,  egli ci accolse con grande  amicizia  ed entusiasmo, quando gli strinsi la mano egli disse al direttore : “ ma chi è questo giovanotto … “ ( ma sicuramente già sapeva chi ero… ) ed il direttore di rimando: “ …è il nuovo segretario di zona …” , e il dottore Pizz :  “ Ha , ha  si .. questo è il nuovo responsabile di zona mi fa piacere conoscerlo e mi fa piacere che è giovane … però … “ .    E il  direttore : “ che cosa vi ha combinato ? .  “ No , No niente , rispose il dottor Pizzi , semplicemente che ancora non si era fatto conoscere… ! “  ;  Il direttore Primavera ci rimase  malissimo e restò ammutolito per tutto il viaggio di ritorno in quanto pensava  che io trascuravo la zona e pensavo ad altro …cose da giovani, da ragazzi …                                                   Quando arrivammo in Ufficio mi guardò  serioso e corrucciato , e mi disse: “Musolino, la tua breve avventura alla Coldiretti finisce stasera, sei licenziato .. “.

Diventai una statua di marmo non fui capace di replicare nemmeno una parola e dopo una notte insonne, la mattina seguente  mi recai   subito a Locri per  trovare il presidente e fondatore della Coldiretti nel reggino  ( ed anche dell’ospedale di Locri  ) il Grande Ufficiale Guido Candida  e gli raccontai l’accaduto .                                                                                               Egli mi scrutò intensamente per qualche attimo  senza profferire parola ( le sue parole erano sempre  misurate con il bilancino della Saggezza, (quando Dio creò  la Saggezza,   disse  Guido Candida ....) , mi  diede un paterno “buffetto” sulla spalla  e mi disse di aspettare in soggiorno .                                                                                        Dopo qualche minuto uscì e  disse: “ va bene … per questa volta il tuo posto di lavoro è salvo .. ma ti raccomando.. non trascurare neanche un giorno   la zona  e domani vai a portare i miei saluti  al  dottore Pizzi “ . In qualche minuto egli aveva convinto il direttore che io  meritavo un’altra possibilità.                                                                           In seguito venni a sapere , anche per diretta esperienza , che era impensabile arrivare a Condofuri e non conoscere il dottore Pizzi , e questo valeva anche per uomini di governo regionale e nazionale .  Ma egli non chiedeva mai niente che non fosse solo e soltanto nell’interesse delle persone e dell’immenso e difficile  territorio di Condofuri .       Negli anni a seguire diventai una persona di  famiglia . Una famiglia  dalle tante   storie incredibilmente coinvolgenti ,  ma anche segnata da lutti e dal dolore ,  e che   oggi la figlia  “ Natina” Fortunata Pizzi , affermata poetessa ,  canta nelle sue eccezionali liriche e poesie.   Pertanto  ebbi la diretta possibilità di conoscere la grande affabilità , cortesia e la grandezza d’uomo, di medico e di politico  del dottore Pizzi e di sua moglie “ Gianna “  Giovannina Pizzi , che io chiamavo “eroina dei nostri tempi “ per il suo carattere gioviale  e sincero e la  completa e forte  dedizione alla famiglia, anche quando la malattia l’aveva colpita duramente,   fino all’ultimo giorno della sua vita  .

                                                                                             

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